In un clima incerto legato ai dubbi della rapida implementazione della riforma fiscale voluta dall'amministrazione repubblicana, aprono al ribasso i principali listini azionari staunitensi, con il Dow Jones e il Nasdaq che lasciano sul terreno lo 0,29%. "Ora che la stagione delle trimestrali sta per finire, il focus si sta rispostando verso Capitol Hill", ha sottolineato Eric Wiegand, portfolio manager di U.S. Bank Private Wealth Management. Nel frattempo il Segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, ha dichiarato che l'amministrazione Trump non tollererà ipotesi di tassazione delle imprese con aliquota superiore al 20%.
Sui mercati rimane inoltre la preoccupazione circa la capacità dell'economia americana di affrontare i nuovi rialzi dei tassi. Il comitato monetario della Fed si riunirà il 12 e il 13 dicembre e la previsione è che i tassi saranno alzati di un quarto di punto percentuale, per la terza volta nel 2017 dopo i giri di vite di marzo e giugno. "Il motivo per cui è meglio agire prima è che questo aumenterebbe la possibilità di potersi successivamente muovere in modo graduale, evitando la situazione in cui, per recuperare terreno, bisogna agire più rapidamente sui tassi", ha detto Robert Kaplan, governatore della Federal Reserve di Dallas e una delle colombe della politica americana. Kaplan, che è uno dei membri con diritto di voto del Fomc, sta infatti prendendo seriamente in considerazione la possibilità di sostenere un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, spiegando che "il rischio di surriscaldamento del mercato del lavoro creerebbe squilibri ed eccessi sui mercati finanziari". Anche se il governatore è ancora indeciso sul da farsi, rimane comunque convinto che la Banca centrale americana debba agire in fretta, in modo che non ci siano distorsioni delle decisioni delle aziende sugli investimenti e conseguenti eccessi di mercato.
Tornano gli appuntamenti di rilievo sul fronte macroeconomico, dove pesano a livello globale le letture che hanno segnalato un rallentamento dell'economia cinese all'inizio del quarto trimestre. La produzione industriale, gli investimenti fissi e le vendite al dettaglio hanno tutti fatto un passo indietro a ottobre rispetto a settembre. Rimanendo invece entro i confini statunitensi, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% a ottobre (superando l’attesa degli economisti dello 0,1%) e del 2,8% su base tendenziale, l'aumento più sostenuto dal febbraio 2012. La componente core, ossia quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici, è aumentata dello 0,4%, anche in questo caso più dello 0,2% previsto dagli economisti, mentre su base tendenziale è salita del 2,4%.
Tra i singoli titoli su cui focalizzarsi oggi, Home Depot ha archiviato il trimestre con utili e ricavi migliori delle attese per effetto degli uragani Harvey e Irma, che hanno sostenuto e stimolato la domanda per prodotti di emergenza e per materiali da impiegare nella ricostruzione. Il titolo, dopo aver ceduto circa lo 0,5% nel pre-market, procede in ribasso dello 0,07%.
Vodafone guadagna il 4.64% in seguito al rialzo delle previsioni di crescita degli utili sull'intero anno al 10%.
Il titolo del gruppo minerario Freeport-McMoran viaggia in calo del 2.95% dopo che è stata chiusa la principale via d'accesso all'enorme miniera di rame che possiede in Indonesia per la seconda volta in una settimana, a seguito di una sparatoria.
International Game Technology, dopo il 5,5% nel pre-market, balza del 12,62% dopo i risultati particolarmente positivi.
Poco mossa Qualcomm (-0,35%) dopo aver rispedito al mittente la proposta di acquisizione targata Broadcom da 105 miliardi, definendosi "drammaticamente" sottovalutata dall'offerta. La sensazione, però, è che possa essere una mossa tattica per strappare un'offerta ancora più alta.
Procede cauta anche Hasbro (-0.58%) successivamente alla presentazione di un'offerta per l'acquisto di Mattel, con quest'ultima che viaggia in rialzo dell'1.79%.
Male anche General Electric (-3.16%) in seguito all'annuncio di una riduzione della metà dell'acconto sul dividendo e alle parole del ceo John Flannery che ha dichiarato di "voler ristrutturare la compagnia e la sua governance".