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L'impatto del nuovo Dpcm sui settori più esposti
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L'impatto del nuovo Dpcm sui settori più esposti

di Marco Vignali
26 ottobre 2020, 15:40 Ultimo aggiornamento: 15:45

Secondo gli analisti di Equita sim, nella ristorazione rischiano Marr e Campari. Meno Guala Closures, visto che l'Italia incide per il 10%. Ci saranno poi conseguenze sulle fiere. Da monitorare anche gli effetti sulle palestre (Technogym)

Il governo ha varato ieri il nuovo Dpcm, il cui scopo è  quello di limitare gli effetti della pandemia. Il decreto avrà validità da oggi fino al 24 novembre, salvo ulteriori proroghe. Dal punto di vista economico, le principali modifiche hanno riguardato i servizi di ristorazione, bar e ristoranti, i quali potranno operare solo dalle ore 5 alle 18, mentre da quest’ora in poi dovranno rimanere attivi solo come fornitori di cibo da asporto. Rimarranno aperti anche in tali fasce orarie i servizi di ristorazione in aeroporti, autostrade e ospedali.

Per quanto riguarda i negozi e centri commerciali, non ci sono state particolari indicazioni salvo quelle già trapelate negli scorsi. Se non diversamente disciplinato da disposizioni regionali, come per esempio in Lombardia, dove è già stata disposta la chiusura delle attività non alimentari durante il weekend, gli store rimarranno aperti e funzionanti. Inoltre, sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò. Bloccate anche le attività di palestre, piscine, centri benessere, così come spettacoli teatrali, concerti e cinema, discoteche, oltre che tutte le attività fieristiche, i convegni e congressi non virtuali. Sul fronte scuola ci sono state solo modifiche minori, con l’istruzione in presenza che passa per le scuole superiori dal 100% al 25%, mentre la didattica sul primo ciclo di istruzione rimane in presenza, sempre qualora non vi siano interventi delle regioni ad hoc.

Alla luce di queste disposizioni, gli analisti di Equita sim si aspettano conseguenze per i principali titoli rappresentativi dei settori maggiormente colpiti. Per International Game Technology, ex Lottomatica e attualmente quotata alla Borsa di New York, gli specialisti stimano che lo stop per un mese possa avere un impatto negativo, compreso tra l’1 e il 2% l’ebitda aziendale.

Per quanto riguarda invece la ristorazione, Marr, società storica che si occupa di distribuzione di prodotti alimentari e ristorazione extra domestica, ha circa il 70% delle vendite e l’80% dell’ebitda derivanti dal canale di bar e ristoranti relativi al ramo italiano. Il titolo, quotato a Piazza Affari, ha accolto in maniera negativa le nuove disposizioni ministeriali, e scambia attualmente in ribasso dell'1,7%, a circa 12,48 euro.

Per Campari Milano, in discesa dell'1,45% a 9,13 euro, l'Italia incide per il 20% sui ricavi, di cui il 70% nel canale ontrade, con parziale compensazione nell’offtrade, mentre Guala Closures, leader di mercato nella produzione di chiusure in alluminio e “non refillable”, è esposta all’Italia per meno del 10%. Il titolo non sembra risentirne (+0,15% a 6,51 euro). Newlat potrebbe invece trarre vantaggio da una riaccelerazione dei consumi off-trade, con circa il 70% delle vendite complessive che avvengono in Italia (di cui 90% off-trade).

Secondo Equita, gli effetti del Dpcm sulle attività commerciali saranno “meno penalizzanti di quanto temuto, scongiurando un’estensione su tutto il territorio nazionale delle limitazioni già introdotte in alcune regioni, come per esempio in Lombardia”.

Riguardo alle attività fieristiche, per Fiera Milano l’impatto è limitato, “avendo in programma fino al 24 novembre solo una manifestazione fisica di piccola dimensione”. Tuttavia, il titolo sta scendendo in borsa, con un ribasso di circa il 4,53%. Per Italian Exibition Group (attualmente -1% a 1,99 euro) l’effetto invece sarà maggiore, perché nel periodo si sarebbe dovuta svolgere Ecomondo, con circa 10 milioni di vendite previste. Il gruppo ha già annunciato che la manifestazione si terrà in formato digitale, estendendo il periodo dell'evento dal 3 al 16 novembre.

Infine, da valutare saranno le eventuali risorse a fondo perduto e le misure a supporto del settore  delle palestre. Per l’azienda di Cesena Technogym, il mercato italiano equivale al 9% dei ricavi, ma è anche il mercato con la maggiore penetrazione del cosiddetto “home fitness”, che già nel secondo quarto si era dimostrato più resiliente (-12% su base annua). Il titolo quotato a Piazza affari scambia adesso in forte ribasso, con una variazione negativa del 3,30% a 6,035 euro. (riproduzione riservata)



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