L'azionario europeo riesce a chiudere la giornata in rialzo dopo i cali della vigilia. Secondo gli esperti però permane il nervosismo: la lista dei rischi a ribasso, infatti, è cresciuta negli ultimi mesi e sembra che alla fine sia diventata impossibile da ignorare. Piazza Affari termina la giornata sopra la parità (+0,64%) ma resta sotto i 26 mila punti (25.737). In verde anche Parigi (+0,91%) e Francoforte (+0,71%), mentre Londra balza all'1,11% registrando la migliore performance del Vecchio continente e rompendo il tetto dei 7.100 punti. Anche Wall Street si mantiene in frazionale rialzo con il Dow Jones che segna +0,53%, l'S&P +0,49% e il Nasdaq +0,30%.
Resta alta l'attenzione sui banchieri centrali, con gli interventi di Powell della Fed e Lagarde della Bce in agenda al Forum annuale della Banca centrale europea. "Non penso che ci saranno sorprese", segnala Craig Erlam, senior market analyst di Oanda, che ricorda come i banchieri siano stati "piuttosto coerenti nelle loro visioni nei giorni scorsi e la comunicazione tra Banche centrali e mercati sia stata molto chiara. Ovviamente, con la situazione
che si evolverà nelle prossime settimane, queste visioni potrebbero cambiare ma nel frattempo" l'esperto si attende "di ascoltare di più sulla natura transitoria dell'inflazione".
Intanto, i rendimenti dei Treasury sono diminuiti dopo che la Fed ha assunto una posizione più aggressiva. Il tasso decennale scende all'1,520% dall'1,536% di ieri. Cala in scia anche il rendimento del Btp decennale allo 0,823% rispetto allo 0,858% della chiudura della vigilia, mentre lo spread Btp/Bund si attesta a 103 punti.
Infine in leggero aumento il petrolio sui due listini di riferimento, con il Wti che tratta a 75,47 dollari al barile (+0,28%) e il Brent a 78,45 dollari (+0,19%). Intanto il dipartimeto dell'energia degli Usa ha reso noto che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 418,542 milioni di barili, in crescita di 4,578 milioni di barili rispetto alla settimana precedente (-2,5 milioni il consenso). A fine seduta si contrae invece l'oro (-0,38%) che continua a scambiare sui 1.731 dollari l'oncia. Il dollaro continua a guadagnare terreno sulla moneta unica sotto quota 1,17 a 1,161. (riproduzione riservata)