Le Borse europee non trovano spunti positivi e chiudono la seduta sotto la parità in una settimana incerta: Milano scivola allo 0,86%, seguita a ruota da Francoforte allo 0,10% e Parigi allo 0,31%, unica in controtendenza Londra che chiude in leggero rialzo dello 0,05%. A spingere gli indici non sono bastate le decisioni della Bce su un "soft tapering" e la revisione al rialzo delle stime di crescita, e neppure i segnali distensivi tra Stati Uniti e Cina con il primo colloquio da febbraio tra il presidente americano Biden e il suo omologo cinese Xi Jinping. Intanto anche i principali indici di Wall Street frenano dopo un'apertura per lo più piatta: -0,44% il Dow Jones, -0,22% l'S&P, -0,06% il Nasdaq.
Secondo gli esperti l'attenzione dei mercati è già concentrata sull'inflazione Usa di agosto, che verrà pubblicata martedì prossimo. Ad alimentare l'incertezza delle piazze europee sono stati alcuni dati macroeconomici: la produzione industriale francese ha infatti deluso le attese, mentre l'inflazione tedesca è stata confermata a zero in agosto con un rialzo del 3,9% sull'anno. Buone notizie dall'Italia dove la produzione industriale è continuata a crescere nel mese di luglio: l'Istat ha calcolato che su base annua l'indice è salito del 7% (oltre le attese) mentre rispetto a febbraio 2020 segna un +1,5%.
Torna a salire il petrolio, sulla scia di una possibile riduzione delle scorte a causa dell'impatto dell'uragano Ida:il Wti sale del 2,17% a 69,62 dollari al barile, quelli del Brent crescono dell'1,88% a 72,78 dollari. In flessione l'oro (-0,15%) che tratta sotto quota 1.800 dollari l'oncia a 1.797. Nel valutario, il cambio euro/dollaro si è stabilizzato sull'1,182 (+0,02%). Stabile lo spread Btp/Bund a 104 punti base. (riproduzione riservata)