Il sollievo per lo scampato default di Evergrande insieme ad alcune trimestrali positive supportano le borse europee, che chiudono la terza settimana di fila di rialzi. Nonostante gli indicatori Pmi sul manifatturiero e sui servizi mostrino un rallentamento della ripresa nell'area dell'euro (dato composito ai minimi da sei mesi), gli acquisti sui minerari, sui tecnologici e sulla chimica stanno portando in rialzo i principali listini. La miglior è Parigi che chiude la settimana in rialzo dello 0,82%, seguita Francoforte (0,54%), Londra (+0,34%) e Milano (+0,18%).
A Wall Street invece il Dow Jones scivola dello 0,01%, mentre l'S&P e il Nasdqa scendono rispettivamente dello 0,03% e 0,54%. L'indice sull'attività manifatturiera statunitense è diminuito a ottobre, deludendo le attese. Il dato, stilato da Ihs Markit, che ne misura l'andamento è sceso dai 60,7 punti di settembre (e dai 60,5 della lettura flash) a 59,2 punti, con gli analisti che attendevano un dato a 60,5 punti. Un dato al di sopra dei 50 indica un'espansione rispetto al mese precedente, mentre uno al di sotto dei 50 indica una contrazione.
Ritorna a trattare al rialzo il petrolio con il Wti che guadagna lo 0,40% a 82,83 dollari al barile e il Brent che tratta a 84,91 dollari (+0,33%). In rialzo l'oro che supera soglia 1.800 dollari l'oncia e tratta a 1.804 dollari (+1,23%). Nel valutario a fine settimana la moneta unica recupera terreno sul biglietto verde a 1,16 (+0,11%). In capo obbligazionario il rendimento del Btp decennale è in rialzo al 0,964% mentre lo spread Btp/Bund è a 110 punti. (riproduzione riservata)