Corre e si rafforza il mercato residenziale del Vecchio Continente. Nel primo semestre 2021 le compravendite nei principali Paesi europei sono balzate a 1,8 milioni, +33,% rispetto allo stesso periodo del 2020, incremento un po' scontato visto che calcolato rispetto alla fase più dura del lockdown, ma che acquista molto più peso alla luce dell'ulteriore sensibile aumento previsto per fine anno. E così pure per i successivi tre. A meno naturalmente di nuove ondate di Covid o altri eventi imprevedibili e incontrollabili. Le cause del forte balzo in avanti sono le stesse osservate in Italia, in primis la ricerca di una casa diversa dall'attuale: più grande, più vivibile e con spazi esterni. Forte anche la spinta verso centri più piccoli o aree dell'hinterland dove la qualità della vita è ritenuta migliore rispetto alla metropoli. In aumento anche la domanda di seconde case in zone turistiche, che al tempo dello smart working, diventano una sorta di «seconda prima casa». Il tutto sostenuto dal basso costo dei mutui, dalla prospettive di ripresa economica e dall'aumento dei risparmi delle famiglie accumulati durante i vari lockdown. E' quanto emerge dall'Europea Outlook – Primo semestre 2021, elaborato da Scenari Immobiliari, che analizza il trend di mercato nei vari Paesi Ue (più Londra). Che sottolinea anche il divario tra il mattone tricolore e quello europeo: reazioni più modeste e composte per ora in Italia in termini di prezzo come di compravendite (con la sola eccezione di Milano), addirittura rischio di bolla immobiliare nel resto del continente.
Il rimbalzo più consistente si registra in Spagna, seguita dalla Germania (dove la bolla immobiliare è già realtà), e poi da Italia e Inghilterra (alla pari) con un incremento delle transazioni del 35% nel primo semestre 2021. «I dati a consuntivo potrebbero essere leggermente più alti per tutti i Paesi, visto che le compravendite stanno accelerando ovunque», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. «Anche i prezzi medi sono in aumento nonostante un'inflazione ferma all'1%, a causa di una domanda forte e di un'offerta invece rarefatta».
Fatta eccezione per l'Italia, forse il mercato più indietro, tra le grandi capitali d'Europa i prezzi delle case sono di rado in calo. Parigi per esempio accusa un ribasso dell'1,8% causa Covid, ma partiva da quotazioni sui massimi dopo il balzo del 5% medio annuo degli ultimi anni che li ha portati sopra i 10.200 euro al metro quadrato. Uno storno ci stava quindi tutto. Sulla via della ripresa invece le quotazioni a Londra: nei quartieri più centrali a giugno si registrava una crescita dell'1,1% rispetto a giugno 2020, anche se il prezzo medio in città risulta ancora in calo dello 0,9%. «Si tratta comunque di un dato interessante poiché in centro Londra negli ultimi due anni i prezzi avevano segnato solo performance negative», sottolinea Breglia. «Non si assisteva a un rialzo dal maggio 2016, appena prima del referendum su Brexit. La successiva incertezza politica, combinata con un aumento delle tasse sulle proprietà di pregio, è costata una flessione del 16% negli ultimi sei anni». Non va dimenticato infine che il mercato residenziale britannico resta in complesso tonico grazie all'estensione delle agevolazioni fiscali (stamp duty holiday).
Ma il boom di acquisti si registra soprattutto in Germania dove, nonostante la forte componente di famiglie che preferiscono l'affitto, la domanda di case in acquisto si è dimostrata in costante crescita negli ultimi anni. I prezzi delle sette principali città tedesche sono aumentati anche nell'anno della pandemia, specie a Berlino (+6,4%). Nella capitale tedesca il prezzo medio delle abitazioni è ormai vicino ai 5.000 euro al metro quadrato e per gli appartamenti di lusso si superano i 10 mila. Prezzi in corsa anche a Vienna, come del resto nelle altre città austriache, con un aumento dei prezzi che a fine di giugno si attestava al +3,6%, dimostrando che il ritmo positivo che ha caratterizzato tutto il 2020, nonostante il Covid-19, non ha intenzione di arrestarsi. Anche in Portogallo i prezzi delle case risultano in aumento del 6,7% alla fine del primo semestre, anche se la capitale Lisbona si è dovuta accontentare di un rincaro più modesto, pari al +3,9%. Infine mercato residenziale tonico anche nel Nord Europa con una variazione media tra il 4 e il 6% sia in Norvegia, Svezia e Danimarca. In particolare, a Stoccolma i prezzi sono tornati a correre, dopo un rallentamento registrato fra fine 2019 e inizio 2020.
Alla corsa al rialzo delle quotazioni non partecipa, ancora, l'Italia. Ad esclusione di alcune grandi città (Milano e Roma in primis) i prezzi delle abitazioni appaiono ancora in lieve calo (-1,6% annuo a fine giugno). Ma, secondo l'ultimo Osservatorio immobiliare di Nomisma, le prospettive sono intonate al rialzo. «Le intenzioni di acquisto di abitazioni da parte delle famiglie hanno raggiunto livelli straordinariamente elevati, in linea con l'aumento della fiducia di imprese e consumatori sulla ripresa economica del Paese», spiega il direttore generale Luca Dondi. «Il Covid non solo non ha fiaccato la voglia di casa, ma anzi ha contribuito ad accrescerla». La domanda si concentra sull'acquisto della prima casa, in particolare di sostituzione. Le prospettive per il prossimo triennio delineano un netto incremento delle transazioni nel 2021, seguito da una battuta d'arresto nel 2022 per il venir meno dei vari sostegni all'economia, per poi tornare a crescere nel 2023. Il forte incremento delle intenzioni di acquisto farà lievitare anche i prezzi già da quest'anno. A cominciare da Milano, mentre per le altre occorrerà aspettare il 2022. Alcune zone tuttavia, e in diverse città, hanno già avviato la marcia al rialzo, in centro come nel semicentro, mentre sono assenti le periferie. A Milano per esempio svetta Porta Ticinese con un brillante +6%. seguita da piazza Navona a Roma (+5,3%) che vede prezzi sui 13 mila euro al metro quadro. Al terzo posto il quartiere Crocetta a Torino e poi ancora Milano con Porta Romana e piazza Firenze. Dal sesto al decimo posto si alternano Napoli (piazza Amedeo), Bologna (vie Solferino e Savelli), Bari con il lungomare Nazario Sauro, e ancora Torino e Milano. In tutti i quartieri di queste città i prezzi avanzano intorno al 4,2-4,6% annuo. (riproduzione riservata)