Non si fermano i rialzi dei prezzi di gas e petrolio, che secondo gli esperti potrebbero salire ancora all'inizio dell'inverno. E gli investitori temono che l'energy crunch possa influenzare anche altri settori dell'economia. Frenano così gli indici delle principali piazze finanziarie europee che estendono le perdite a fine seduta (Milano -2,14%, Parigi -2,13%, Francoforte -2,08%, Londra -0,53%), anche a causa dall'apertura in flessione di Wall Street.
Oltreoceano il Dow Jones si mantiene in rosso (-0,92%), seguito dall'S&P -1,21% e dal Nasdaq -1,4%. I rendimenti dei Treasury continuano a salire, mentre gli investitori si liberano del debito pubblico degli Stati Uniti in vista dell'inasprimento monetario che dovrebbe iniziare a novembre. Janet Yellen, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha dichiarato al Congresso che il Tesoro non sarà in grado di pagare tutte le spese del governo, se i legislatori non aumenteranno il tetto del debito federale entro il 18 ottobre. A crescere sono anche i rendimenti obbligazionari che in Europa toccano nuovi massimi: il Btp decennale si porta allo 0,85%, mentre lo spread Btp/Bund sale quasi a quota 105 punti base.
Sul fronte dei dati macro, grande attenzione all'indice sulla fiducia dei consumatori negli Usa che si è attestato a settembre a 115,2 punti, in calo rispetto ai 109,3 di agosto e al di sotto del consenso a 114,5 punti. Intanto i prezzi del petrolio continuano il loro rally, ai massimi dal 2018, con il Wti a 75 dollari al barile e il Brent a 78 dollari. In flessione l'oro (-0,92%) a 1.740 dollari.
Intanto l'Opec prevede che la domanda di petrolio, a livello globale, continui a crescere nei prossimi 25 anni con un incremento di 17,6 milioni di barili al giorno dal 2020 (90,6 milioni) al 2045, in cui arriverà a 108,2 milioni di barili al giorno. La domanda sarà trainata dai Paesi in via di sviluppo mentre per il 2023 è attesa una flessione per i Paesi Ocse più ricchi. La stima dell'Organizzazione è che la domanda raggiunga i 103,6 milioni di barili al giorno nel 2025 e 107,9 milioni nel 2035, poco distante dall'ammontare totale stimato per il decennio successivo. (riproduzione riservata)