L’arte di far del bene al MUDY, il nuovo Museo Dynamo
A Fornaci di Barga, una collezione con opere realizzate da artisti e i bambini di Dynamo Camp, uno spazio aperto dove arte e sociale si incontrano
Ha inaugurato un mese fa, il MUDY, il Museo Dynamo, a Fornaci di Barga, in provincia di Lucca, frutto di un ambizioso progetto nato con l’obiettivo di valorizzare l’arte contemporanea come bene comune e strumento di inclusione sociale, un luogo in cui passato, presente e futuro si incontrano per raccontare la produzione artistica di Fondazione Arte Dynamo.

Dynamo Camp e Fondazione Arte Dynamo
Dynamo Camp è il più importante progetto di filantropia diffuso in Italia (e forse in Europa) nato nel 2003 per volontà dell’imprenditore Enzo Manes, un’iniziativa che offre programmi di terapia ricreativa per bambini e adolescenti affetti da gravi patologie, che ha il suo cuore pulsante nell’oasi verde di Limestre, in provincia di Pistoia, al limitare di un’oasi di oltre 900 ettari affiliata WWF.

La fìgura che lo ha ispirato è stato Paul Newman, l’attore americano che, partendo dal principio di «restituire» la fortuna che la vita gli aveva donato, aveva creato, nel 1988, nel Connecticut, SeriousFun Children’s Network, il primo camp per bambini che avessero bisogno di chi gli tendesse una mano, li accogliesse in uno spazio per il loro gioco.

Negli anni numerose le iniziative. Tra queste, una delle più importanti, la Dynamo Art Factory, nata nel 2009: partendo dal positivo valore sociale dell’arte, ha l’obiettivo di offrire un’esperienza di confronto con l’arte coinvolgente, stimolante e inclusiva. Le attività di Art Factory seguono l’approccio della Terapia Ricreativa Dynamo e sono guidate da artisti affermati del panorama contemporaneo, che vengono a Dynamo Camp per realizzare con i campers o le loro famiglie un progetto concepito ad hoc, sulla base dei propri canoni creativi, guidando i partecipanti nella liberazione della propria espressività.

La combinazione bambini-arte-Dynamo si è subito rivelata sorprendente, consolidando così un progetto sostenibile e in continuo sviluppo che ha dato vita a opere molto speciali e alla Dynamo Art Gallery. Alcune di queste opere, tra le oltre 2mila prodotte durante oltre 15anni di attività dalla collaborazione di artisti come Valerio Berruti, Giovanni Frangi, Emilio Isgrò, Benedetta Mori Ubaldini, Michelangelo Pistoletto, Marco Neri, Ozmo e Giovanni Oz, solo per citarne alcuni, con i campers, hanno trovato casa in quetso nuovo il MUDY.

Un museo, realizzato grazie al sostegno di KME, partner fondatore di Dynamo Camp, nato per custodire, valorizzare e rendere accessibile una collezione unica, in cui ogni opera testimonia come l’arte possa abbattere le barriere, creare connessioni e diventare un ponte tra le persone, oltre che uno strumento di trasformazione sociale. (Riproduzione riservata)
Native Content