Uno stipendio generoso, un bonus corposo e un prestito senza interessi per acquistare una casa. La sfida? Combattere in prima linea nel conflitto più letale d’Europa dalla Seconda guerra mondiale. Una proposta allettante, ma troppo difficile da accettare per i giovani ucraini che hanno tutta la vita davanti.
Due mesi dopo il lancio da parte dell’Ucraina della campagna nazionale per reclutare giovani, dai 18 ai 24 anni, da inserire nelle sue forze armate, stanche e invecchiate, per un anno di servizio, meno di 500 persone hanno firmato un contratto. Insomma un vero e proprio flop. A darne notizia è stato Pavlo Palisa, consigliere militare del presidente Volodymyr Zelensky.
Eppure lo stipendio offerto è superiore di cinque volte a quello medio, un bonus di 24 mila dollari e un prestito senza interessi per acquistare una casa. Un’offerta molto allettante, ma la prospettiva per chi aderisce è la concreta eventualità di combattere in prima linea nella guerra contro la Russia.
Palisa ha sottolineato che il progetto è ancora agli inizi, inizialmente limitato a sei brigate e poi ampliato a 24. Ma i numeri finora offrono poco sollievo alle forze armate ucraine, in netta inferiorità rispetto alla Russia dopo tre anni di guerra, che hanno causato centinaia di migliaia di morti e feriti.
Dopo l’invasione russa su vasta scala del 2022, è stata istituita la leva obbligatoria ucraina per la maggior parte degli uomini adulti e, lo scorso anno, Kiev ha ridotto l’età minima per arruolarsi da 27 a 25 anni, nel tentativo di rinvigorire le proprie forze. L’attuale intento del ministero della Difesa è scongiurare la mobilitazione forzata, ostile all’opinione pubblica, e rientra in un più ampio sforzo per rendere l’esercito più professionale e sostenibile. Nonostante l’impegno, l’assenza di termini chiari per la smobilitazione e le modalità di reclutamento controverse hanno accresciuto le resistenze all’arruolamento.
Milioni di rubli in tasca alla tua famiglia se muori in guerra. Così la Russia di Vladimir Putin ha, invece, convinto molti dei suoi cittadini a partecipare all’Operazione Militare Speciale contro l’Ucraina. «Prisoediniasya k SVOim» (Unisciti ai tuoi), dice lo slogan per l’arruolamento. Il guadagno annuo parte da 5.520.000 rubli a salire. Quasi 59 mila euro al cambio attuale. Dall’inizio di novembre ne possono usufruire tutti i kontraktniki , i militari per contratto. E la paga del soldato russo è sempre più alta.
Nel 2024 ben mille persone al giorno, 450 mila in totale, sono entrati nelle forze armate. La cifra più alta in tre anni di guerra. Vladimir Putin ha imparato la lezione del settembre del 2022, quando fu obbligato a dichiarare la mobilitazione parziale. Ora il Cremlino preferisce spendere. E fa gravare la spesa sulle amministrazioni locali. E quando il soldato muore si paga una liquidazione. Non solo. Si ricevono 400mila rubli (equivalenti a circa 4.290 euro) come cifra iniziale stabilita per tutti dal ministero della Difesa, il resto è il compenso deciso dal Comune. Poi c’è la mensilità da 210 mila rubli, 2.250 euro. E una ricompensa da 50 mila (536 euro).
Se il soldato muore lo Stato paga alla famiglia 5 milioni e 160 mila rubli, 56 mila euro. A questi si aggiungono 5,2 milioni di indennità aggiuntiva e altri 3,4 milioni di una tantum in parti uguali ad ogni familiare del caduto, secondo il programma di assicurazione statale sottoscritto all’arruolamento. Il totale è tredici milioni di rubli, 143 mila euro, più una pensione di reversibilità. Un vero e proprio successo con il flusso di volontari che ha cominciato a salire dal 17 marzo scorso: più di cento al giorno, tra i 18 e i 65 anni di età.
Intanto sul fronte della guerra il presidente russo Vladimir Putin ha fatto sapere, il 25 aprile, di essere pronto a negoziare la pace direttamente con l’Ucraina, cosa che non accadeva dal marzo 2022, dopo aver tenuto consultazioni al Cremlino con l’emissario statunitense Steve Witkoff. In un’intervista a Time, il presidente Usa Donald Trump ha detto: «La Crimea rimarrà alla Russia». Trump ha confermato che l’accordo di pace negoziato dalla sua amministrazione prevederebbe la cessione di circa il 20% del territorio ucraino alla Russia.
A oggi, dunque, le posizioni sembrano inconciliabili: la Russia preferisce negoziare mentre i combattimenti continuano, mentre il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha chiesto la cessazione delle ostilità prima di sedersi con il suo nemico. La risposta del presidente ucraino, inoltre, «non è cambiata», la Crimea «appartiene» all’Ucraina, nonostante le pressioni di Washington. Zelensky lo ha ribadito ai giornalisti. In queste ore, il presidente ucraino è impegnato in «importanti riunioni militari» tanto da annunciare che è in forse la sua presenza, il 26 aprile, al funerale di papa Francesco. (riproduzione riservata)