Trenitalia accelera sul piano industriale e punta su flotta, innovazione tecnologica e nuove rotte europee con una sfida alla concorrenza internazionale. In più, un investimento massiccio da 2 miliardi per blindare la leadership nell’Alta velocità e ridisegnare i confini della mobilità nazionale. Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, ha delineato con Milano Finanza la direttrice strategica della società a margine del Forum Masseria di Saturnia, organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partners.
Domanda. Trenitalia corre verso il 2029 con un piano industriale definito ambizioso. A che punto siete?
Risposta. È vero, è molto ambizioso e con investimenti senza precedenti. Dopo l’approvazione dello scorso dicembre siamo partiti subito con la fase di execution, molto concentrati su quello che è il core business di Trenitalia: la sicurezza, l’affidabilità e la qualità del servizio. Il pilastro dell’operazione è il potenziamento della flotta d’eccellenza. Entro il 2030, con 2 miliardi di investimenti, sui binari italiani e internazionali arriveranno tra i 74 nuovi Frecciarossa, per noi il miglior treno d’Europa e ovviamente continuiamo a spingere su questo.
D. Non c’è, però, solo Alta Velocità.
R. Vero, e non è solo Frecciarossa: continua il piano di potenziamento anche della flotta dei treni regionali che, e questo mi piace sottolinearlo,nel corso del 2027 diventerà la più giovane d'Europa, con un’età media tra 5 e 10 anni nelle varie regioni, più di 1000 treni regionali su 1300, quindi più dell’80% della nostra flotta di ultima generazione pensata per l’intermodalità, la connettività, l’accessibilità e quindi investimenti importanti, anche sull’Intercity dove porteremo a compimento gli interventi previsti nel Pnrr, 31 nuovi treni consegnati entro giugno, di cui sette già in circolazione, con grande spinta all’innovazione, soluzioni miste, batteria, ibrido ed elettrico e quindi grande attenzione a sostenibilità, accessibilità e tecnologia.
D. Non teme che finito il Pnrr per le infrastrutture ferroviarie finisca questa spinta?
R. No, perchè le risorse Pnrr sono arrivate per la flotta Ic, il resto sono tutti interventi in autofinanziamento di Trenitalia che realizziamo dal punto di vista degli investimenti con le nostre capacità finanziarie.
D. Capitolo connettività, Tra 5G e Starlink a quale soluzione guardate?
R. È doveroso da parte nostra studiare tutte le soluzioni per migliorare la connettività. A fine 2025 abbiamo già testato con successo una rete proprietaria 5G sulla tratta Torino-Milano, con grandissimi risultati che ci spingono a continuare in questa direzione. L’obiettivo resta quello di rispondere a uno degli aspetti più richiesti dalla nostra clientela.
D. Come guardate alle evoluzioni sul fronte europeo e alle prossime decisioni della Commissione europea sull’Av?
R. Sul versante nazionale siamo già in un mercato competitivo, vediamo l’evoluzione affrontandola come Trenitalia con la consapevolezza della nostra forza. Studieremo tutte le dinamiche consapevoli di una infrastruttura che sul mercato interno, su alcune tratte, ha un livello di utilizzo notevole, prossimo alla saturazione. Dal punto di vista internazionale, invece, posso solo dire che abbiamo un know how importante, sviluppato da un punto di vista tecnologico con gran parte dei sistemi di terra e di bordo che rappresentano le specifiche con cui si svilupperà l’Alta velocità in Europa. Per cui siamo pronti anche per questo tipo di competizione.
D. Quali le prossime sfide?
R. La volontà è ora quella di sviluppare le nostre tratte all’estero, prossimi obiettivi sono: a partire dal 2027, collegamenti tra Roma e Milano verso Monaco e successiva estensione verso Napoli e Berlino; l’Av Parigi-Londra entro il 2029, ci stiamo già lavorando con un investimento previsto di 1 miliardo di euro che rappresenta un passo decisivo nella costruzione di una rete ferroviaria europea più integrata, competitiva e sostenibile.
D. Come sono andate le Olimpiadi?
R. È presto per trarre conclusioni definitive dall’esperienza di Milano-Cortina 2026: siamo ancora pienamente operativi e ci attendono le Paralimpiadi. Ad oggi abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Ma una cosa è già chiara: l’intermodalità funziona e deve diventare un metodo per garantire mobilità efficiente. (riproduzione riservata)