Un'offerta per il 100% di Tim a 0,505 euro per azione da parte del fondo Usa KKR, con un premio quindi di quasi il 50% sul prezzo di chiusura del titolo Telecom Italia di venerdì 19 novembre. Il consiglio di amministrazione di Tim convocato d'urgenza domenica 21 novembre sotto la presidenza di Salvatore Rossi e durato circa tre ore, ha alla fine preso atto dell'intenzione di KKR allo stato "non vincolante e indicativa" di effettuare una possibile operazione sulle azioni del gruppo tlc attraverso un’offerta pubblica di acquisto sul 100% delle azioni ordinarie e di risparmio finalizzata al delisting.
Una manifestazione di interesse che, nel caso venisse lanciata, sarebbe soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie. Il condizionale è più che d'obbligo visto che la stessa KKR qualifica la sua offerta come "amichevole" e aspira ad ottenere il gradimento non solo degli amministratori della società e il supporto del management ma anche il gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti, ossia il governo che sulle società infrastrutturali gode di poteri speciali ai sensi della normativa sul Golden Power.
L'offerta in ogni caso è condizionata allo svolgimento di una due diligence confirmatoria che si stima possa durare circa quattro settimane, ma allo stato attuale il prezzo indicato da KKR, da pagare interamente per cassa, è indicato in 0,505 euro per ogni azione sia ordinaria sia di risparmio, anche se il fondo sottolinea come anche questa valutazione sia al momento meramente indicativa.
E' evidente che a questo punto la palla, oltre che al mercato, passa alla politica. Il fondo KKR (come tutti i fondi) è interessato alla parte infrastrutturale di Tim, quella cioè che garantisce flussi di cassa certi. La rete di Tim però in teoria è l'unico asset che il governo dovrebbe essere interessato a tutelare. (riproduzione riservata)