Maglie bianconere senza sponsor nella prima giornata di Serie A. È il rischio che corre la Juventus a una settimana dall’inizio del campionato. La Vecchia Signora non ha ancora trovato l’erede di Jeep, il cui logo è comparso sulle magliette del club torinese dal 2018 al giugno 2024. Il tempo stringe e allora è sempre più probabile che la società controllata da Exor (65%) scenda in campo lunedì 19 agosto contro il Como senza lo sponsor principale.
La Juventus comunque non sembra avere fretta, merito anche degli introiti garantiti dall’ultimo aumento di capitale da 200 milioni. I colloqui con le società interessate ad apparire sulla divisa bianconera vanno avanti da mesi e sono sempre più vicini a una conclusione. La favorita sembra Ita, la ex Alitalia ora controllata dal Mef, che di recente ha ricevuto l’ok dell’Ue alle nozze con Lufthansa.
Radio Radio aveva dato l’accordo con la compagnia aerea italiana per concluso, ma secondo quando ricostruito da MF-Milano Finanza la partita è ancora aperta. Anzi, la Juventus continua a portare avanti le trattative anche con un gruppo di altre società interessate. Il club spera di ottenere almeno 25 milioni dal nuovo sponsor, considerato che l’Inter incassa 30 milioni e il Milan 25 milioni.
Ma dopo l’anno lontano dalle coppe è possibile che la parte fissa sia inferiore. L’incasso complessivo potrebbe salire grazie ai bonus, che permetterebbero alla Juventus di avvicinarsi agli oltre 40 milioni annui garantiti dal precedente contratto con Jeep. L’accordo con la casa automobilistica di Stellantis (partecipata a sua volta da Exor) prevedeva un fisso tra i 25 e i 30 milioni.
Il tempo a disposizione non è molto, almeno se si guarda all’inizio del campionato. L’assenza del logo al centro della maglia però non sembra preoccupare gli investitori: la mattina del 9 agosto il titolo Juventus scambia a 2,237 euro, in rialzo dello 0,35%. Il bilancio degli ultimi 30 giorni invece è negativo (-7,5%), complici le recenti difficoltà dei mercati, mentre negli ultimi sei mesi le azioni del club hanno guadagnato il 7,4%. (riproduzione riservata)