Con la partenza delle campagne vaccinali, le prospettive per l’economia mondiale sono diventate improvvisamente più rosee. Gli indici dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero hanno già recuperato terreno e quelli dei servizi, in ritardo rispetto all’economia nel suo complesso, dovrebbero seguire a ruota, soprattutto per quel che riguarda i servizi resi in presenza negli Stati Uniti. In Cina, la dinamica di crescita resta più che vigorosa, con un ampio rimbalzo del Pil in tutti i settori, mentre la produzione dei servizi ha già superato i livelli pre-Covid.
Secondo Jp Morgan, tutto ciò che sta accadendo sui mercati comporta un contesto positivo per il rischio. “Nel 2021, la congiuntura mondiale potrebbe essere ancora debole, ma il mercato si aspetta ora una crescita molto più vigorosa con la riapertura delle economie nel primo e nel secondo trimestre. Benché sia prudente chiedersi se questo ottimismo sia giustificato, siamo tutto sommato d’accordo con le aspettative di consenso”, affermano gli strategist della banca di affari.
In occasione dei picchi di consenso, infatti, le precedenti riprese hanno sempre registrato una solida performance degli attivi di rischio per lunghi periodi di tempo. Sebbene possano esservi inconvenienti nel breve termine, come alcuni ostacoli alla distribuzione del vaccino, una temporanea impennata dell’inflazione o altri fattori al momento sconosciuti, gli analisti della banca di Manhattan ritengono che nei prossimi tre-sei mesi si assisterà ad una crescita superiore al trend, soprattutto grazie al vaccino.
Di conseguenza, soprattutto alla luce delle chiare indicazioni che provengono dal mercato, è più importante che mai essere selettivi quando si tratta di valutazioni. "Gli spread sono ristretti in tutti i segmenti: sui titoli Investment Grade hanno recuperato il 97% rispetto ai livelli toccati in precedenza portandosi a 104 punti base, mentre nel segmento High Yield sembrano relativamente interessanti, a circa 423 punti base, a livello di indice, ma è probabile che un ulteriore restringimento dei differenziali di rendimento riguarderà soprattutto gli attivi più rischiosi, colpiti dalla pandemia, visto che i titoli di migliore qualità con solide prospettive fondamentali sono già vicini ai minimi pre-crisi", sottolineano da Jp Morgan, secondo cui, per alcuni segmenti subordinati dei mercati del credito, gli spread hanno ancora ampi margini per contrarsi, con anche alcune emissioni dei mercati emergenti denominate in valuta locale non coperta che offrono rendimenti complessivi interessanti.
“Ovunque si guardi, insomma, sembra che gli investitori assumano posizioni lunghe sul rischio. I nostri indicatori suggeriscono che l’attenzione vada puntata sui mercati emergenti. Gli investitori hanno posizioni lunghe sulle valute emergenti, e circa un terzo dei 17,6 miliardi di dollari che a dicembre sono affluiti nei mercati del reddito fisso è andato a finire nei fondi obbligazionari dei mercati emergenti", sostengono gli analisti del gruppo, secondo cui, sebbene la strategia di consenso vada tenuta presente, l’attuale congiuntura favorevole proseguirà in assenza di un forte shock sul fronte dei vaccini e della ripresa, soprattutto data la quantità di liquidità che attende di essere investita.
Cosa significa per gli investitori obbligazionari? “Siamo nelle prime fasi di una ripresa pluriennale che dovrebbe creare un contesto favorevole all’alto rendimento. Alcuni investitori stanno già lamentando un sovraffollamento e valutazioni elevate, ma con un contesto di politiche favorevoli e la continua caccia al rendimento, gli spread del mercato High yield potrebbero continuare a restringersi”, evidenziano da Jp Morgan, “tuttavia, è molto importante adottare un approccio rigoroso focalizzato sui fondamentali, soprattutto in un’era post-Covid: i cambiamenti strutturali di più lungo termine, accelerati dalla pandemia, creeranno opportunità che vanno sfruttate, ma ci saranno anche rischi da evitare”. (riproduzione riservata)