Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha assicurato che il governo «garantirà il rispetto dell’interesse nazionale» nell’ambito dell’acquisizione di Iveco Group da parte della società indiana Tata Motors, operazione che - secondo quanto riferito dal ministro in audizione alla Camera - dovrebbe concludersi entro il secondo trimestre del 2026.
Urso ha sottolineato che le attività di Tata e Iveco sono fortemente complementari e non si sovrappongono, e che «la centralità dell’Italia nelle future scelte del gruppo resta garantita». L’obiettivo dell’operazione, ha spiegato, è «creare un operatore di rilievo, tra i primi quattro al mondo», sottolineando come «questo accordo, se ben gestito, rappresenti un’opportunità di sviluppo per i territori».
A questo proposito «le parti hanno concordato specifici impegni non finanziari a tutela dei livelli produttivi della localizzazione dei siti e delle condizioni occupazionali validi per due anni dal closing». E al termine del closing Tata ha dato disponibilità a condividere un percorso con il Governo, come precisato da Urso.
«Le interlocuzioni con gli altri soggetti interessati, tra cui la componentistica, sono rassicuranti e di base c'è la consapevolezza che questo accordo, se ben gestito, rappresenti una opportunità di sviluppo per i territori e per il nuovo assetto societario che andrà formandosi», ha detto Urso, preannunciando che entro dicembre sarà convocato un tavolo al Mimit.
Il ministro ha ricordato che la cessione da parte di Exor di John Elkann è stata ufficializzata il 30 luglio scorso, con la firma di un accordo vincolante tra Iveco e Tata Motors. L’intesa prevede il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale di Iveco, escludendo il ramo Difesa, che sarà oggetto di una separata operazione di cessione a Leonardo.
La chiusura dell’operazione - prevista appunto per il secondo trimestre 2026 - sarà subordinata al completamento dello scorporo del ramo Difesa e al rilascio delle necessarie autorizzazioni, incluse quelle in materia di antitrust e Golden Power.
Nel corso dell’audizione, Urso ha evidenziato che Iveco Group rappresenta una storica realtà dell’industria italiana. Con la separazione delle attività militari, il gruppo «intende focalizzarsi sul proprio core business, ovvero la produzione di veicoli commerciali leggeri, medi e pesanti, mezzi per il trasporto pubblico locale e motori industriali». Il settore, ha ricordato il ministro, «sta attraversando una trasformazione profonda, in cui la capacità di innovare è un fattore decisivo di competitività a livello internazionale».
Urso ha infine sottolineato l’importanza della presenza industriale e occupazionale di Iveco in Italia: «Il gruppo mantiene un radicamento di grande rilievo che lo rende un attore strategico per la filiera nazionale dell’automotive e della componentistica. Si tratta di un patrimonio industriale e umano essenziale per la competitività del Paese e per la tenuta occupazionale dei territori coinvolti».