Fra 25 anni, l'11,3% della popolazione italiana non ci sarà a causa del basso tasso di fertilità, incidendo in maniera significativa sul mondo del lavoro. Lo ha spiegato Nicola Palmarini, direttore del National Innovation Center for Ageing (Nica) del Regno Unito, al Milan Longevity Summit 2025 che si è tenuto giovedì 27 marzo al teatro Franco Parenti.
Il dato si sposa bene con l’avvertimento dell’Ocse secondo cui, in assenza di precise politiche di aggiustamento dei tassi di occupazione, l’Italia è fra i Paesi in cui potrebbe esserci una riduzione cumulata la pil del 18% nel 2050. Lo ha spiegato sempre ieri Emanuela Notari, longevity strategist. L’Italia, lo sappiamo, è uno dei Paesi più longevi, «il secondo a pari merito con la Svizzera e dietro al Giappone», ha precisato Alberto Beretta, presidente di SolLongevity. Aiuta il fatto che abbiamo guadagnato due anni ogni dieci negli ultimi 50 anni in fatto di attese di vita, «ma una ricerca recente racconta che abbiamo raggiunto un plateau se non emergono nuove ricerche scientifiche», l’avvertimento di Palmarini. Che ha precisato: «In questo settore il contributo dell’AI è già importante, pensiamo ad AlphaFold di Google, uno strumento open source che cerca di capire le dinamiche delle proteine nel corso della vita. Stiamo transitando da una società dell'invecchiamento ad una della longevità passando dal concetto di aspettativa di vita a vita in salute».
In tal senso la prevenzione personalizzata delle patologie è fondamentale per evitare di far collassare il sistema sanitario. Basti pensare che la popolazione over 50 raddoppierà di importanza entro il 2040: da 41.000 miliardi di pil del 2020 a 82.000. In Italia le attese legate a questa fascia di età sono di 1.462 miliardi di euro di prodotto interno lordo al 2040, ovvero il 50% del totale, pari al 75% dei consumi. Se nel 2022 le persone oltre 65 anni erano 14 milioni in Italia con un'aspettativa di vita di 83 anni, nel 2040 saliranno a 19 milioni e 85 anni, mentre aumenta in parallelo il trend della denatalità, da 45 milioni di individui sotto 65 anni a 37 milioni, secondo una ricerca Aipb-Kpmg.
Invecchiare non piace, il 76% delle 1.800 donne interpellate dal sondaggio Filorga «vorrebbe fare qualunque cosa per sentirsi più giovane», ha spiegato Irene Picazio, marketing director Italia del gruppo beauty. Non a caso, forse, l’Italia rappresenta il primo Paese per fatturato, sotto la guida del general manager Emidio Croce, dietro alla Francia, dove è nato il gruppo.
Nel frattempo, Casa della Salute (Cds), la rete di cliniche in portafoglio a Italmobiliare, ha aperto nella storica sede di Genova Centro una nuova area dedicata alla «medicina antiaging e rigenerativa per prevenire e rallentare il declino dell’organismo», il commento dell’ad Marco Fertonani. E questa settimana sono state inaugurate a Milano le Terme de Montel, 16.000 metri quadrati in ottica di longevità su cui il fondo Azimut Ipc ha investito 57 milioni di euro. (riproduzione riservata)