Sono settimane decisive per il futuro economico e sanitario dell’Italia. A partire da oggi, il governo italiano inizierà ad abolire le restrizioni all'attività economica nelle regioni a basso rischio contagio. Queste misure, secondo Moody’s Investor service (Baa3 stabile sul governo italiano), “pur non senza rischi per la salute pubblica, sosterranno la crescita economica a breve termine”. Parallelamente, per ridurre l'effetto economico delle restrizioni, il governo ha chiesto lo scorso 14 aprile l'autorizzazione per l'implementazione di ulteriori 40 miliardi di euro in misure fiscali, pari al 2,3% del Pil, al fine di sostenere l'attività economica e mitigare l'effetto della pandemia.
Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, le decisioni prese dal governo italiano sono state definite dall’agenzia di rating “tutt’altro che prive di rischi”, dato che il numero di casi registrati al 22 aprile era ancora alto, circa 338 ogni 100.000 persone. “Qualora questa riapertura dovesse innescare un'ulteriore riaffiorare nei casi, la stagione turistica estiva sarebbe in grave pericolo”, evidenziano da Moody’s. Tuttavia, “la situazione sanitaria dell'Italia sta diventando più resiliente man mano che la campagna di vaccinazione prende slancio: il 19% della popolazione italiana ha ricevuto almeno una dose di vaccino e quasi l'8% della popolazione è ora completamente vaccinata, mentre il governo prevede di avere l'80% della popolazione vaccinata "entro l'autunno". Come in tutta l'Unione europea, il ritmo delle vaccinazioni sta accelerando, e ci aspettiamo che resti su un ritmo sostenuto nei prossimi mesi”, evidenziano gli analisti.
Nel frattempo, la richiesta dell'autorizzazione per l'implementazione di ulteriori 40 miliardi di euro porterebbe un consistente aumento del deficit per il 2021. “Sebbene i dettagli non siano ancora stati precisati, l’idea sembra quella di includere sovvenzioni e sgravi fiscali e misure per rafforzare la liquidità e il capitale delle imprese italiane”, mettono in luce da Moody’s. “Il governo ha inoltre chiesto un aumento di 6 miliardi di euro all'anno del disavanzo per il periodo 2022-33, in maniera da avere i mezzi per finanziare gli investimenti pubblici. Queste misure di bilancio aggiuntive”, secondo gli strategist, “influenzeranno negativamente le metriche di bilancio. Prevediamo che il disavanzo del 2021 supererà il 12% del Pil, e l'onere del debito sarà pari al 160% del prodotto interno lordo entro la fine del 2021”.
Tuttavia, queste misure non saranno le uniche a venir poste in essere. Nei prossimi giorni, “il governo è probabile che fornisca i piani dettagliati per l'utilizzo del Recovery Plan dell'Ue, e ci aspettiamo che tali piani includano progetti infrastrutturali di alta qualità. Di fatto, la suddetta spesa aggiuntiva per il disavanzo nel 2022 sarà utilizzata per aumentare la spesa in conto capitale che verrà finanziata proprio dai fondi Ue”, evidenziano da Moody’s, secondo cui, qualora l'Italia dovesse attingere a tutti i fondi per la ripresa, avrebbe a disposizione un ammontare di quasi 300 miliardi di euro, ossia quasi il 20% del Pil pre-pandemico, da spendere entro il 2026. "Tuttavia, ci aspettiamo che molte di queste spese siano concentrate nei primi due anni del programma", sottolineano gli analisti.
I fondi dell'Unione sono "destinati ad essere accompagnati da riforme economiche strutturali per migliorare il potenziale di crescita del Paese”, affermano dall'agenzia di rating, secondo cui è probabile che tali progetti si concentrino in particolar modo su settori da tempo identificati dagli organi internazionali, tra cui la stessa Unione europea, come “necessari di urgenti riforme”, come, ad esempio, “l'amministrazione governativa, la magistratura e il sistema fiscale”. Porre in essere azioni mirate e concrete sarà di cruciale importanza per il bel Paese, dato che "se pienamente attuate, tali riforme sosterrebbero le prospettive di crescita dell'Italia nel prossimo decennio”, concludono da Moody’s. (riproduzione riservata)