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Itala è tornata: la scommessa italiana che riapre il dibattito sui marchi storici

di Nicola D. Bonetti
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Talmente storico che pochi lo ricordano. Incipt netto, che non si può aggirare: scrivendo «pochi», si evita di essere assolutisti o, con un francesismo, «tranchant», non in stile da Gentleman. Perché la riflessione sul recupero di marchi molto datati, come sta effettuando DR Automobiles Group, da decenni attivo in Molise, con i prestigiosi Itala (1903-34) e il più recente Osca (1947-67) è tornata d’attualità.

Itala è tornata: la scommessa italiana che riapre il dibattito sui marchi storici

Domandandosi se l’iniziativa valga l’impegno per un’operazione di «rebadging». Applicare semplicemente tali marchi su modelli attuali, senza attinenza né ascendenza agli originali. Intanto occorre ripassare la storia remota e i programmi attuali di Itala, alla fine gli interrogativi di Gentleman.

Itala è tornata: la scommessa italiana che riapre il dibattito sui marchi storici

«Itala nasce in Italia agli albori dell’automobile, simbolo di innovazione e stile senza tempo»: questo il titolo della presentazione della rinascita. Fondata a Torino attorno al 1903 come Ceirano Matteo & C. Vetture Marca Itala, propone subito due modelli validi: 16 HP e 24 HP. La seconda vince già nel 1904 la sua categoria gara in salita Susa-Moncenisio, ottenendo fama e investimenti, con capitali genovesi. Nello stesso anno diventa Itala Fabbrica Automobili, realizzando uno stabilimento a Orbassano che diventa la seconda fabbrica italiana, essendo la produzione nazionale in forte crescita. Apprezzate in tutto il mondo, sono subito note come vetture solide e di lusso, annoverando tra i clienti personalità a capi di Stato: tra le altre, è famosa l’Itala 35/45 HP Palombella del 1909, appartenuta alla Regina Margherita.

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Ma sono le imprese sportive a far entrare Itala nella leggenda: nel 1905 il modello 100 HP da competizione, con motore a quattro cilindri di 14,759 litri da 110 cavalli. Alla Settimana Automobilistica di Brescia, tre esemplari conquistano la Coppa Salemi, la Coppa d'Italia e la prestigiosa Coppa Florio: battendo le già plurivittoriose Fiat 120 HP.

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L’anno successivo debutta alla Targa Florio, vincendola. Ma sarà nel 1907 che Itala diventa un mito per il prestigio del primato legato all’impresa del raid Pechino-Parigi: la 35/45 HP pilotata dal principe Scipione Borghese, con il copilota e meccanico Ettore Guizzardi e terzo passeggero il Luigi Barzini, inviato speciale del Corriere della Sera, arriva al termine dei 16 mila km staccando tutti i concorrenti. Ma sono gli articoli pubblicati in tutto il mondo e il libro «La metà del mondo vista da un'automobile» è tradotto in undici lingue, eternalizzandone il successo.

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Dagli allori alle necessità di riconversione industriale per la Prima guerra mondiale, dal 1917 costruendo motori su licenza Hispano-Suiza per l'aeronautica. Verso la fine degli eventi bellici lo Stato annulla la fornitura di tremila autocarri, contando sulla pace imminente, pagando il dovuto con lunghe rate e perdendo anche la produzione di autoveicoli e mezzi pesanti per destinati alla Polonia.

Itala prosegue a sviluppare e produrre auto fino al 1925, ma gestione parastatale e la crisi di quegli anni, costringono alla fusione con le Officine Metallurgiche e Meccaniche di Tortona, diventando Itala S.A., società chiuse nel 1934.

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La gloriosa Itala 35/45 HP del raid è conservata a lungo in azienda, quindi donata alla fine del ’33 a Carlo Biscaretti di Ruffia, destinata a essere tra i primi modelli della collezione costituita per il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino.

Restaurata per la rievocazione del raid del 1989 e in seguito messa nuovamente in moto per la celebrazione dei cent'anni dalla storica impresa nel 2007, con la spedizione italiana Overland. La leggendaria Itala è apprezzata dai visitatori Mauto, nome sintetizzato del celebre Museo.

Tempi moderni: presentando un nuovo libro che ripercorre la storia del Pechino-Parigi del 1907, DR Automobiles annunciando la partnership con Mauto per una serie di iniziative, il lancio del marchio Itala. Con le parole: «Oggi riprendiamo il nostro cammino, con lo stesso spirito pionieristico, portando l’eleganza italiana nel futuro dell’auto. Guidata dalla passione per il design e dalla ricerca tecnologica, Itala reinterpreta la propria eredità con uno sguardo contemporaneo. Linee pure, visione sostenibile e carattere distintivo danno forma a una nuova idea di mobilità, dove tradizione e futuro si incontrano».

I piani dell’attiva e creativa società molisana fondata da Massimo Di Risio, comprendono l’operazione Historic Italian Brands, con i marchi Itala e Osca.

Itala è tornata: la scommessa italiana che riapre il dibattito sui marchi storici

Progetto di reinterpretazione e integrazione tra heritage e futuro, in collaborazione con Italdesign, autori del primo modello, Itala 35. Basata su piattaforme industriali condivise, competenze e filiera italiane, con partner internazionali. In sintesi, le piattaforme industriali sono di Guangzhou Automobile Group Co. (GAC), da anni in sinergia con DR.

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Solo il primo di otto nuovi modelli che ridisegneranno la prodizione DR: a Itala 35 seguiranno 56 (lunga 468 cm), con il medesimo motore 1.5 turbo a benzina da 170 cavalli.

Quindi Itala 61, lunga 498 cm e motori fino a 231 cavalli, possibile anche ibrida plug-in. Poi un’utilitaria elettrica lunga 403 cm e con diverse potenze e batterie, poi due crossover (al momento priva di nome o sigla). Potrebbero esserci anche altre due auto elettrificate, declinate da modelli GAC da poco presentati: una crossover media, lunga 469 cm elettrica con range extender realizzato con il motore 1,5 turbo.

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Itala 35 è una crossover compatta lunga 441 cm, nota in Cina come Trumpchi GS3 Yingsu (gruppo GAC). Annunciata come «Forza ed eleganza sono le chiavi progettuali per un’icona di innovazione, prestazioni e raffinatezza», negli intenti è «Il primo tassello di una strategia più ampia capace di guardare oltre, con l’estensione dello stesso linguaggio ad altri modelli della gamma; progetto che mette in luce la capacità di DR e Italdesign di operare su diverse scale progettuali». Prevedendo la creazione di veicoli con design italiano e produzione strutturata su piattaforme condivise a livello globale, mantenendo parte significativa del valore produttivo in Italia: progetto denominato Fabbrica Italia, con due nuovi impianti in Molise, dedicati all'assemblaggio dei marchi Itala e Osca (su base Changan), da inaugurare nel settembre 2026.

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L’analisi di Gentleman: naturale che sia piacevole il ritorno a nuova vita di marchi storici, ma la questione si pone su più livelli. Senza inseguire i social nel recente gioco al massacro di un marchio unico, come Ferrari per la nuova Luce, totalmente «disruptive»: lontana da canoni, contenuti tecnologici e stilistici ma anche listini correnti, la domanda è se resuscitare l’etichetta (troppo brutale?) di aziende come Itala e O.S.C.A. (così si scriveva all’epoca), senza alcuna connessione, è logico? Seconda: è industrialmente (e finanziariamente) sostenibile e soprattutto conveniente? Terza: chi saranno gli acquirenti di tali marchi e quale conoscenza avranno della storia? Forse sarebbe meglio, essendo impossibile trovare un qualsivoglia collegamento tra marchio e prodotto.

Le storie di «rebadging» di scarso (o nullo) successo o addirittura effetti negativi, abbondano. Come le diverse Chrysler marcate Lancia: raccontando alla stampa tramite fantasiose attinenze a dettagli stilistici risalenti agli anni d’oro (citando addirittura Flaminia), duole ancora riesumare tali blasfemie. Che portarono a non riuscire a vendere più le versioni rimarcate mentre le precedenti, semplicemente originali Chrysler, erano di successo. Con i flop di Flavia (già Chrysler Sebring) e altre…

Oppure, contando sulla scarsa conoscenza storica, che per vendere certe auto, sia più semplice così che spiegarne l’origine, e sia preferibile che scrivere “Trumpchi GS3 Yingsu del gruppo GAC”? Ai mercati l’ardua sentenza, comunque con un premio-coraggio da attribuire al sempre vulcanico Massimo Di Risio. Al quale riconosciamo di averci fatto ripassare la storia di Itala, intanto.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 11/07/2026 07:03
Ultimo aggiornamento: 11/07/2026 07:03
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