In realtà le performance incidono solo in misura parziale o indiretta sul mercato immobiliare locale, ma comunque incidono. Anzi, mai come oggi (anche nel mondo del real estate) viene considerato importante comprendere le performance delle città, scienza però ancora agli albori. «Gli indici di misurazione delle performance», spiegano infatti da Jll, forniscono un angolo di lettura importante per comprendere le tendenze urbane e i modelli di crescita e investimento, così come gli effetti dei cambiamenti politici e legislativi. Tendenze che poi andranno incidere anche sul mercato immobiliare perché dimostrano dove una città sta facendo bene, dove può migliorare e come si confronta contro altre città». Gli indici di performance vanno quindi utilizzati insieme agli strumenti di analisi tradizionali. Il Momentum Index, per esempio, sintetizza la velocità di cambiamento dell'economia di una città e il suo mercato immobiliare commerciale.
Tornando ai posizionamenti, «in linea di massima possiamo affermare che negli ultimi tre anni c'è stata stabilità nella parte alta delle varie classifiche», sottolineano gli analisti di Jll, «mentre nelle retrovie le fluttuazioni sono state notevoli in funzione di una nuova geografia delle opportunità».
Nella classifica delle città più dinamiche, a vincere è stata invece Istanbul: dal 2010 la metropoli turca è quella che è migliorata in modo più costante. In particolare ha consolidato il suo status come fornitore diversificato di servizi finanziari e ha regolarmente superato città di media grandezza attive da tempo nel comparto grazie alla sua peculiarità di essere punto di snodo tra Oriente e Occidente.
«Nel XXI secolo le nuove città arrivano sulla scena globale in tempi più rapidi che mai. Nell'era della globalizzazione, città emergenti come Ho Chi Minh, Nairobi e Delhi cercano sempre più di entrare nell'economia globale e di accelerare la crescita attraverso innovazione e start-up tecnologiche», prosegue l'analisi di Jll. «Allo stesso modo, centri di innovazione maturi come San Francisco, San Jose, Boston, Tel Aviv e Cambridge e città con un'alta qualità della vita, come Stoccolma e Zurigo, cercano di combinare le loro infrastrutture e risorse formative per diventare autentici hub di start-up, così da consolidare o migliorare la loro posizione sulla scena mondiale».
Singapore e Stoccolma sono tra le principali città in crescita, sempre in cima alle classifiche negli ultimi due anni. La storia di successo di Singapore ha preso corpo con il sorpasso, per la prima volta, di Tokyo e Parigi in relazione ai principali indici. Singapore conduce la carica asiatica negli indici relativi a formazione, mobilità, innovazione scientifica, banda larga e piattaforma tecnologica; oltre a ciò è considerata la numero uno al mondo per facilità di business. Inoltre, le classifiche relative al brand della città indicano che sta cominciando a lasciarsi alle spalle la fama di scarsa vitalità che si era insinuata tra stranieri e turisti.
Crescita senza sosta anche per Stoccolma, specie tra i Paesi europei: risulta tra le città migliori del mondo non solo per governance, urbanistica e sostenibilità, ma dimostra anche forte «spirito di gruppo». Il tutto unito a un Pil che nei settori Ict e manifatturiero è cresciuto del 25% dal 2008.
«La capacità di attrarre investimenti, gestire la crescita e fornire un'alta qualità della vita definirà il carattere e il successo delle città nel secolo metropolitano», concludono da Jll. «Nel loro insieme gli indici possono offrire comprensione dei percorsi e delle opportunità strategiche delle città, per chi ci vive e ci lavora. Le prestazioni di Istanbul, Santiago e Seoul illustrano come si possono guadagnare posizioni nel tempo elevando gli standard, modificando le percezioni, fornendo nuove informazioni o impegnandosi». Basta rimboccarsi le maniche. (riproduzione riservata)