Prosegue la crisi tra Israele e Hamas. Le ultime ore hanno visto un avanzamento delle forze israeliane nella città di Rafah, nell'enclave di Gaza, con l'annuncio che l'esercito israeliano ha preso il controllo del valico di Rafah sul lato palestinese. Questo fatto, confermato dalle fonti militari e dai media, segna un punto di svolta nell'offensiva in corso. Secondo i rapporti, le forze israeliane, in particolare la 410ª Brigata, hanno assunto il controllo del valico, tagliando i collegamenti con la strada principale di Salah a-Din nella parte orientale di Rafah. Questo movimento è avvenuto in concomitanza con l'offensiva condotta durante la notte dalla Brigata Givati, che ha preso il controllo della città stessa. La presa del valico è stata accompagnata da pesanti scontri sul campo, con rapporti che indicano almeno 20 miliziani armati uccisi e la scoperta di tre significativi imbocchi di tunnel.
Le agenzie palestinesi riportano gravi perdite e interruzioni delle comunicazioni ed elettricità nella zona, mentre i raid aerei israeliani sulla parte orientale di Rafah continuano ad intensificarsi. L'annuncio dell'Idf è stato accolto con preoccupazione e proteste dalla comunità internazionale, con il presidente dell'Onu Antonio Guterres che ha definito un'eventuale invasione di Rafah «intollerabile» per le sue «devastanti conseguenze umanitarie e l'impatto destabilizzante nella regione», durante l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Guterres ha ricordato di aver lanciato un «forte appello a Israele e Hamas a concludere un accordo vitale, un'opportunità che non si può perdere».
La situazione diplomatica si evolve rapidamente. Mentre alcuni tentativi di mediazione sono in corso, con una delegazione del Qatar diretta al Cairo per riprendere i negoziati tra Israele e Hamas, le tensioni rimangono alte. Hamas ha annunciato in extremis la sua accettazione di una proposta di cessate il fuoco presentata da Egitto e Qatar, forse nel tentativo di evitare un'ulteriore escalation. Ma Israele sembra mantenere una posizione di cautela, dichiarando che la proposta deve ancora essere verificata e valutata attentamente e, nel frattempo, continua i preparativi per un'operazione militare su larga scala contro Hamas a Rafah. Israele è determinata a perseguire i suoi obiettivi strategici, anche se le condizioni per un accordo di cessate il fuoco sembrano ancora lontane. Mentre la comunità internazionale si adopera per trovare una soluzione diplomatica, il futuro della regione rimane incerto. (riproduzione riservata)