Il faro della geopolitica internazionale resta acceso sull’Iran. Gli Stati Uniti puntano a completare entro metà marzo il dispiegamento di truppe e mezzi militari in Medio Oriente, in vista di una possibile operazione contro l'Iran mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump intensifica la pressione su Teheran sul dossier nucleare. Tanto che secondo il Washington Post, i consiglieri per la sicurezza nazionale di Trump si sono riuniti mercoledì 19 nella Situation Room della Casa Bianca per discutere della situazione iraniana.
Non ne ha fatto mistero neanche il tycoon stesso dichiarando, al primo incontro del Board of Peace a Washington, che «potrebbero accadere cose negative» all’Iran dell’ayatollah Ali Khamenei se Washington e Teheran non raggiungessero un accordo.
Il piano statunitense dovrebbe prevedere, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, un primo attacco limitato contro installazioni militari e governative iraniane per costringere l'Iran a firmare un'intesa sul nucleare.
Ma ha assicurato Bob Harward, un ammiraglio in pensione ed ex vicepresidente del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) al quotidiano Jerusalem Post: «Gli Stati Uniti possono neutralizzare il governo iraniano in poche ore». Il dispiegamento senza precedenti di equipaggiamento militare statunitense in Medio Oriente non è dunque «solo una messa in scena, ma riflette anche la capacità operativa di Washington di infliggere un colpo rapido e radicale alla struttura di potere della Repubblica Islamica se la diplomazia fallisce». L'ex funzionario prospetta, inoltre, che la prima ondata di un possibile attacco all'Iran si concentri sui siti e sui lanciatori di missili strategici, che rappresentano la minaccia più immediata per le forze statunitensi e israeliane.
Harward ha definito Trump un «uomo d'azione, citando il ritiro degli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action - che serviva a garantire la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni economiche - e la posizione di Washington di non tollerare un Iran dotato di armi nucleari». Dunque «se non riesce a raggiungere i suoi obiettivi riguardo ai programmi nucleari e missilistici balistici, è pronto ad agire», ha ribadito Harward.(riproduzione riservata)