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Iran, Tajani: la crisi incide sulla sicurezza nazionale italiana. Il ministro Crosetto: nessun alleato avvisato dagli Usa
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Iran, Tajani: la crisi incide sulla sicurezza nazionale italiana. Il ministro Crosetto: nessun alleato avvisato dagli Usa

02 marzo 2026, 15:40 Ultimo aggiornamento: 17:23

Le prime reazioni dei mercati «indicano già un aumento significativo dei costi e dei premi assicurativi, in alcuni casi fino al 30-50 per cento, a conferma dell'elevata sensibilità del sistema energetico globale alla stabilità della regione», ha osservato il ministro della Difesa

L'operazione condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran «potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire la strada a un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita: uno scenario in cui i molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica». Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un'informativa presso le commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, parlando di una crisi «che potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni, forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime».

Nessuno al sicuro dai missili iraniani

L'obiettivo dell'operazione Usa-Israele è «l'eliminazione del rischio nucleare missilistico rappresentato dal regime di Teheran, una minaccia esistenziale come hanno dimostrato anche i fatti di questi giorni per la sicurezza non solo di tutta la regione, ma anche dell'Europa, come sottolineato dalla dichiarazione congiunta europea». 
D’altronde nella notte tra il primo e il 2 marzo, «un drone iraniano ha colpito la pista d'atterraggio di una base cipriota a Cipro e di una base britannica. Ha provocato per fortuna solo danni lievi, ma il messaggio è inequivocabile: nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dell'arma atomica», ha ribadito Tajani. Tanto che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di «scenari finora mai considerati, con attacchi diretti contro assetti occidentali nel Golfo e un rischio di escalation controllata, ma estensiva. Si prospettano scenari finora mai considerati e minacciano sia Israele sia tutti gli assetti occidentali nella regione». Un attacco simile cosa farebbe in Italia? «Ho visto da vicino cosa ha fatto a Dubai, e in Italia farebbe peggio. Perché le difese da queste nuove armi, soprattutto i droni, sono molto più difficili che non rispetto alle armi tradizionali», ha precisato Crosetto.

L’Italia dal canto suo, ha riportato Tajani, ha «sostenuto il dialogo e il negoziato» tra Stati Uniti e Iran, ma Teheran «non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro», respingendo «ogni forma di compromesso e di cooperazione con l'Agenzia Internazionale per l'energia atomica». Non si può lasciare la presa: «Torneremo a chiedere all'Iran di garantire l'accesso dell'Agenzia a tutti i siti nucleari, per assicurare la piena trasparenza e credibilità del suo programma nucleare», ha aggiunto il ministro degli Esteri. 

I rischi per la sicurezza nazionale 

Inoltre entrambi i ministri si sono soffermati sulle conseguenze dell’attacco e delle rappresaglie in corso sull’Italia e l’economia globale. 

La crisi «in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell'area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo», ha spiegato il leader di Forza Italia. Basti pensare che «nella regione sono al momento presenti oltre 70 mila connazionali fra presenze stabili e temporanee, 30 mila circa solo a Dubai e Abu Dhabi».

Infatti «stiamo lavorando alla creazione di veri e propri corridoi e reti di Ambasciate, per facilitare il trasferimento degli italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l'Oman. Dal Bahrein e dal Qatar verso l'Arabia Saudita e poi infine India- Thailandia Sri Lanka». Dall’Iran non «abbiamo ricevuto richieste di evacuazione» da parte di connazionali ma «siamo pronti a intervenire se necessario». 

Il ministro Crosetto ha per di più assicurato che «i rischi per il nostro personale nell'area sono stati mitigati già da settimane, con alleggerimento delle presenze non indispensabili, revisione delle misure di sicurezza e aggiornamento dei piani di evacuazione». 

L’Italia non è isolata

«La linea politica dell’Italia è quella dell'Unione europea», ha evidenziato Tajani, aggiungendo che «non siamo isolati, abbiamo partecipato a una riunione e approvato un documento, quella è la linea che segue l'Ue e noi non siamo affatto isolati». 

E poi il ministro Crosetto ha precisato che «gli statunitensi non hanno comunicato agli alleati il momento esatto del loro intervento perché hanno agito solo quando avevano la certezza che uno degli attacchi avrebbe colpito l'obiettivo principale». L'attacco statunitense doveva avvenire «questa settimana», ha osservato Crosetto, questo è quanto sapevano gli alleati, ma la decisione è cambiata in vista di una finestra di opportunità individuata dagli Stati Uniti. «Quindi hanno agito senza comunicare niente a nessuno, perché era quella la loro priorità» ha ribadito.

I rischi commerciali ed energetici

Sulla stessa linea di pensiero, il ministro della Crosetto, ha aggiunto che «la guerra commerciale è uno dei temi che dobbiamo porci: dove non arrivano i missili arrivano gli effetti economici sia diretti che indiretti della guerra». Questo perché «dopo il caso della Skylight, ulteriori petroliere sono state colpite. Il traffico commerciale risulta fortemente ridotto con numerose unità che hanno invertito la rotta o sospeso la navigazione». Nonché «le principali compagnie armatoriali hanno congelato temporaneamente le operazioni nella regione mediorientale». 

E la questione delle forniture energetiche costituisce un rilevante elemento di criticità, considerando che «la regione del Golfo contribuisce in modo essenziale al transito di una quota significativa di energia globale». «Gli effetti della crisi sono già evidenti oggi: il prezzo del greggio ha già registrato un incremento sostanziale; analoghe dinamiche sul gas naturale liquefatto riflettono il rischio percepito sull'interruzione delle forniture», ha spiegato Crosetto. Nonché «l’aumento dei costi assicurativi per i trasporti e crescente incertezza sulle rotte contribuiscono ad alimentare pressioni inflazionistiche con possibili ricadute sui costi industriali, sui trasporti e più in generale sulla stabilità economica europea», ha aggiunto.

«Dallo Stretto di Hormuz transita circa il 20 per cento del petrolio mondiale, pari a circa 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30 per cento del commercio globale di gas naturale liquefatto: si tratta di una principale arteria energetica del sistema economico internazionale; anche una riduzione parziale o un aumento del rischio percepito è sufficiente a produrre effetti immediati su prezzi, premi assicurativi e disponibilità di forniture», ha sottolineato il ministro.

E ancora, le prime reazioni dei mercati «indicano già un aumento significativo dei costi e dei premi assicurativi, in alcuni casi fino al 30-50 per cento, a conferma dell'elevata sensibilità del sistema energetico globale alla stabilità della regione», ha osservato Crosetto. «Questa crisi conferma che l'energia non è soltanto una variabile economica ma una componente strutturale della sicurezza strategica: la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è oggi direttamente connessa a stabilità internazionale, resilienza delle infrastrutture critiche e sicurezza economica nazionale ed europea».(riproduzione riservata) 



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