Uno degli azionisti di minoranza di NextGeo, la società dell'Egm su cui Fincantieri lancerà l’opa a 16,25 euro, è il fondo Ipo Club 2 (attraverso il veicolo Ipoc 8 di cui ha oltre il 50%) promosso da Simone Strocchi, fondatore del gruppo Electa e da Azimut. Ipoc 8 detiene infatti il 2,6% delle quote. Secondo Strocchi, «l’offerta promossa da Fincantieri su NextGeo Solutions rappresenta, un’operazione industriale di particolare interesse, perfettamente coerente con quella visione dei mercati dei capitali che da anni promuoviamo attraverso le iniziative sviluppate con Electa e i fondi Ipo Club insieme ad Azimut».
NextGeo lascia la borsa come società autonoma, «ma continua il percorso di crescita all’interno di un gruppo industriale italiano anch’esso quotato, contribuendo alla costruzione di un campione nazionale di dimensioni ancora maggiori», nota Strocchi. Che sottolinea questa dinamica profondamente diversa rispetto a molte operazioni che negli ultimi anni hanno visto imprese italiane uscire dai listini per confluire in gruppi esteri o in veicoli finanziari destinati successivamente al delisting. In questo caso, prosegue l’esperto, «il valore industriale sviluppato sul mercato italiano continua infatti a rimanere all’interno di un consolidatore nazionale, anch’esso accessibile agli investitori di borsa. È un’evoluzione che ci convince e che riteniamo coerente con una crescita industriale di lungo periodo».
Il settore nel quale opera NextGeo è oggi più strategico che mai, prosegue Strocchi. Infatti si tratta del segmento Underwater che Fincantieri sta facendo crescere nel gruppo non solo attraverso l’acquisizione di NextGeo, ma rilevando alcune scaleup hightech italiane, Wsense, Graal Tech e Defcomm. E che, secondo Equita, dovrebbe produrre ricavi dello stesso peso del settore crociere, ma con margini più che doppi.
Strocchi parla di «competenze che costituiscono un vero abilitatore tecnologico degli investimenti strategici, contribuendo alla sicurezza energetica, alla resilienza delle infrastrutture critiche e alla crescente centralità geopolitica del dominio marittimo. Fu proprio questa qualità industriale, unita alla visione imprenditoriale del management, a convincerci sin dall’inizio» a investire in NextGeo. Infatti, con Electa e con il fondo Ipo Club sviluppato con Azimut, già nella fase di quotazione «ci rendemmo immediatamente disponibili a supportare la società in tutto ciò che fosse necessario per assicurare il pieno successo della quotazione e del percorso di crescita. L’ipo si concluse positivamente e partecipammo, seppure in misura più contenuta rispetto alla disponibilità inizialmente manifestata, come cornerstone investor attraverso una nostra soluzione di Pipe strutturato: un veicolo costituito ad hoc nel quale gli imprenditori e i manager conferirono azioni NextGeo soggette a lockup, mentre noi apportammo capitale». La struttura consentiva agli azionisti un limitato cash-in mantenendo però invariato l’allineamento con il futuro della società e, al tempo stesso, metteva a disposizione un’unità capace di reperire ulteriore capitale destinato ad accompagnarne eventuali successive fasi di sviluppo, aumenti di capitale o operazioni straordinarie.
È un modello, aggiunge Strocchi, che «riteniamo efficace perché permette di sostenere la crescita senza generare pressioni sul mercato e mantenendo una convergenza di interessi tra manager e investitori. Con il ceo Giovanni Ranieri, Attilio Ievoli e tutto il management abbiamo condiviso negli anni una visione strategica della crescita della società, sia per linee interne, attraverso il rafforzamento della flotta e l’acquisizione di nuovi mezzi specialistici, sia mediante operazioni di crescita per linee esterne, come dimostrato anche dall’acquisizione di Rana». L’operazione con Fincantieri arriva quindi in un momento nel quale «possiamo affermare che la società fosse al centro dell’interesse di numerosi operatori industriali e finanziari. Riteniamo che l’ingresso in Fincantieri rappresenti oggi un’importante opportunità per accelerarne lo sviluppo, valorizzandone competenze e tecnologie all’interno di un grande gruppo italiano», conclude. (riproduzione riservata)