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Inwit-Fastweb al primo round: oggi udienza per il cautelare sulla disdetta dell’msa. Ecco su cosa si gioca la partita
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Inwit-Fastweb al primo round: oggi udienza per il cautelare sulla disdetta dell’msa. Ecco su cosa si gioca la partita

11 maggio 2026, 21:00

Confermate le anticipazioni di Milano Finanza: l’antitrust apre un’istruttoria sull’accordo di ran sharing tra Tim e Fastweb. Ispezioni per acquisire documenti, ipotesi faro anche sulla jv per le torri

Primo round del contenzioso tra Inwit e Fastweb+Vodafone per la disdetta del master service agreement (msa), il contratto che regola i rapporti tra towerco e operatore. Oltre ai conti trimestrali della towerco, oggi è prevista anche l’udienza sulla richiesta di provvedimento cautelare presentata da Inwit per sospendere fino alla fine del giudizio di merito gli effetti della disdetta da marzo 2028 esercitata da Fastweb.

Come rivelato da questo giornale, Inwit ha depositato un cautelare anche per la disdetta di Tim da agosto 2030. Entrambe le risoluzioni dei contratti, che insieme generano oltre l’85% dei ricavi della towerco, sono ritenute illegittime da Inwit.

Quasi impossibile che si arrivi a una decisione già oggi, perché il materiale presentato dalle parti sarebbe composto da decine di pagine. Se non ci saranno richieste di rinvio della seduta per approfondire i documenti, il giudice potrebbe riservarsi di decidere, con la notifica della decisione tra qualche giorno. Pare scontato che, qualsiasi orientamento prenderà il Tribunale, la parte perdente presenterà ricorso.

Il pericolo di dissesto finanziario

Scenari ancora tutti aperti. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la scelta per il congelamento o meno della disdetta si giocherebbe principalmente sul pericolo di dissesto finanziario che potrebbe dover affrontare Inwit in caso di mancato congelamento della situazione, visto che per un giudizio definitivo nel merito realisticamente richiederà molti anni. Stando alle indiscrezioni raccolte, la towerco porrebbe l’accento sul rischio di un possibile downgrade delle agenzie di rating senza cautelare e di un conseguente credit crunch.

A fine marzo Fitch aveva messo sotto rating watch negative il long-term issuer default rating (Idr) di Inwit, ora fissato a «BBB-» (vale a dire l’ultimo livello investment grade), a seguito delle due disdette di Fastweb e Tim. Se non venisse concesso il congelamento e arrivasse il downgrade, Inwit potrebbe perciò trovarsi di fronte a maggiori difficoltà per rifinanziare il debito e a costi superiori. L’alternativa potrebbe essere la cessione di una parte dell’infrastruttura, con una conseguente modifica del perimetro, anche in caso di eventuale vittoria definitiva nel giudizio di merito a distanza di molti anni, non sarebbe ripristinabile o compensabile con un semplice risarcimento.

Il nodo durata del piano di migrazione

D’altro canto, Fastweb sostiene che in realtà i tempi per l’addio alle torri di Inwit sarebbero molto più lunghi dei due anni che mancano dalla data della disdetta, con conseguente stabilità dei ricavi a medio termine della towerco. All’interno dell’msa è previsto che Inwit e Fastweb debbano concordare un piano di migrazione che garantisca la continuità del servizio, con almeno tre anni dalla fine del contratto a disposizione dell’operatore per spostare le antenne dalle torri. Fastweb e Tim hanno dato una timeline indicativa di 10 anni per effettuare la migrazione. Questo implicherebbe un accordo operatori-towerco per un piano di migrazione lungo post-scadenza, soprattutto per Fastweb visto l’addio previsto a marzo 2028. Intesa tutt’altro che facile da raggiungere in questo clima di tensione.

Il tema della co-dipendenza

All’interno dei documenti depositati da Fastweb per l’udienza, inoltre, verrebbe sottolineato che con Inwit ci sia una co-dipendenza economica, e non sia solo la towerco a dipendere economicamente da lei (e Tim). Fastweb avrebbe evidenziato che non avrebbe modo di garantire i servizi – e di conseguenza rischierebbe una parte dei suoi ricavi – qualora non potesse più utilizzare le torri prima del termine dei piano di migrazione.

Faro Antitrust sul ran sharing

Intanto l’Antitrust ha confermato le anticipazioni del 23 aprile di MF-Milano Finanza comunicando l’apertura di un’istruttoria sull’accordo di ran sharing tra Tim e Fastweb. L’Agcm vuole capire se l'accordo potrebbe limitare la concorrenza «statica, sia in termini di qualità delle infrastrutture e dei servizi, sia in termini di prezzi degli stessi» e «dinamica», con il «venir meno gli incentivi» per entrambi gli operatori di «investire individualmente nella propria rete». Inoltre l’accordo potrebbe «mutare gli incentivi a competere» nelle prossime gare per le frequenze.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’Antitrust avrebbe già effettuato anche delle ispezioni nelle sedi di Tim e Fastweb per acquisire dei documenti. Va ricordato che i due operatori hanno annunciato anche un accordo non vincolante per una joint venture per sviluppare fino a 6 mila nuove torri. Al momento l'istruttoria Antitrust si concentra solo sul ran sharing ma è chiaro che, se e quando si concretizzerà l’intesa sulle torri, un faro potrebbe accendersi anche sulla jv, o con un ampliamento dell’istruttoria o con un’indagine dedicata. No comment di Tim e Fastweb.

Upgrade Moody’s su Tim

Ieri sera intanto Tim ha annunciato di aver ottenuto da Moody’s la promozione del rating a Ba1 da Ba2, con outlook stabile. Si tratta dell’ultimo step prima del ritorno all’investment grade ed è la terza promozione in due anni per l’agenzia. Alla base dell'upgrade Moody's pone la solida esecuzione del piano e l'attesa di una solida generazione di cassa nel triennio 2026-2028 che sosterrà una riduzione della leva finanziaria congiuntamente al previsto ritorno alla remunerazione per gli azionisti. (riproduzione riservata)



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