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Inwit aggiorna la guidance 2026-2030 nella parte bassa della forchetta: Jp Morgan taglia il target price, cade il titolo

11 novembre 2025, 09:15 Ultimo aggiornamento: 09:33

Ora il gruppo delle torri tlc prevede ricavi sulla parte bassa del range 1.135-1.165 milioni di euro nel 2026 e 1.325-1.375 milioni di euro nel 2030 a causa del momento difficile del mercato. Gli analisti preoccupati per la visibilità sul titolo

Inwit rivede nella parte bassa della forchetta la guidance 2026-2030 in occasione dei risultati del terzo trimestre e vede ritoccata in negativo la valutazione da parte di alcuni analisti. Il gruppo delle torri tlc, nella serata del 10 novembre, ha pubblicato l’andamento dei conti nel terzo trimestre dell’anno.

Il titolo infatti ha aperto in forte calo: dopo una sospensione all’inizio della seduta con un teorico -10,8%, Inwit è entrata negli scambi cedendo poco meno del 9% e scambiando intorno a 8,5 euro.

La nuova guidance

A preoccupare gli analisti è stata la revisione al ribasso delle previsioni per i prossimi cinque anni a causa del «protrarsi del difficile momento di mercato tlc in Italia». Nonostante la conferma della guidance 2025, infatti, per il 2026-2030 le previsioni si attendono ricavi sulla parte bassa del range 1.135-1.165 milioni di euro nel 2026 e 1.325-1.375 milioni di euro nel 2030. Confermato invece il margine ebitda stabile sopra il 91% per i prossimi cinque anni, così come è confermato il margine ebitda after lease in crescita a circa 75% nel 2026 e circa 78% nel 2030. 

Le previsioni per il recurring free cash flow ora sono sulla parte bassa del range 655-675 milioni di euro nel 2026 e 655-675 milioni di euro nel 2030, includendo l’effetto in termini di maggiori oneri finanziari dello share buyback e del dividendo straordinario.

Jp Morgan taglia giudizio e target price

Jp Morgan ha ridotto così da overweight a neutral il giudizio su Inwit, con target price che scende da 13,4 a 11,8 euro. «Il taglio della guidance» al 2030 «solleva preoccupazioni sulla visibilità», spiegano gli analisti, che hanno abbassato le previsioni di lungo termine del 2% l'anno sui ricavi e del 3% l'anno sull’ebitda.

Citi invece spiega che «nel complesso, il trimestre è discreto, ma l’attenzione sarà rivolta al 2026 e alle indicazioni di medio termine, dato che la società segnala una minore domanda da parte degli operatori telefonici. Questo arriva dopo che la società aveva già rivisto al ribasso le previsioni per il 2026 all’inizio dell’anno». Di conseguenza le previsioni sono di «un calo del titolo» per la giornata di oggi.

Tengono i margini dell’anno

Guardando agli altri dati, nel terzo trimestre i ricavi consolidati sono stati di 271,1 milioni (+4,1%) e nei nove mesi 806,4 milioni (+4,4%). L’ebitda è salito del 4,3% a 247,4 milioni nel terzo trimestre e del 4,5% nei nove mesi a 737,5 milioni con un margine rispettivamente del 91,3% e 91,5%. L’ebitda after lease, invece, si è attestato a 197,8 milioni (+4,4%) e 588,4 milioni (+5,1%) grazie all’efficientamento dei costi di affitto. L’utile netto, infine, è stato di 92,1 milioni nel terzo trimestre (+5,9%) e 485,7 milioni nei nove mesi (+3,8%). 

Gli investimenti in infrastrutture a supporto degli operatori sono stati di 58,9 milioni (-8,9%), mentre nei nove mesi gli investimenti industriali su nuove torri, acquisizione terreni e ampliamento delle coperture dedicate indoor sono stati di 206,8 milioni (-4,6%), in linea con le previsioni. Le nuove torri nel trimestre sono state 180, con 670 nuove ospitalità verso operatori mobili, fwa e altri clienti e 30 nuove coperture das dedicate in primarie location indoor. La leva finanziaria in termini di rapporto tra indebitamento netto ed ebitda è di 5 volte, in aumento di 0,2 volte anno su anno a causa del buyback. (riproduzione riservata)

Articolo in aggiornamento



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