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Investimenti, l’inflazione torna a guidare il portafoglio. Ecco i settori e gli stili da preferire secondo Schroders
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Investimenti, l’inflazione torna a guidare il portafoglio. Ecco i settori e gli stili da preferire secondo Schroders

03 luglio 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 21:12

Un’analisi della società di gestione segnala settori e stili di investimento più sensibili al carovita. Focus su consumi, società tecnologiche e alti dividendi

L’ultimo miglio di riduzione dell’inflazione si sta rivelando molto più complesso da percorrere rispetto a quanto ipotizzato all’inizio dell’anno, e per questa ragione le banche centrali (in primis la Fed) si stanno mostrando molto più restie a tagliare i tassi di interesse rispetto alle precedenti stime del mercato.

Insomma, con l’inflazione elevata si dovrà convivere ancora a lungo e questo si traduce giocoforza nelle inevitabili scelte di portafoglio. Come posizionare i propri investimenti in un regime di carovita strutturalmente elevato? La società di gestione Schroders, in un’analisi consultata in anteprima da MF-Milano Finanza, ha suddiviso i settori di mercato e gli stili di investimento sulla base della loro sensibilità alle dinamiche inflazionistiche.

Favori i settori difensivi

In generale la maggior parte dei settori difensivi tengono a sovraperformare se i prezzi al consumo sono alti, «perché sono più resilienti all’incremento dei prezzi». Questi settori includono infatti i cosiddetti beni di prima necessità, come alimenti e assistenza sanitaria: beni di cui i consumatori non possono fare a meno a prescindere dal contesto inflattivo. «Fanno eccezione però i servizi di telecomunicazione, che sembrano registrate un andamento non brillante in tutti i contesti inflazionistici», spiega l’analisi, firmata dalla strategist Tina Fong e dall’economista Ben Read.

La carta delle banche

Al contempo, spiegano gli esperti, alcuni settori ciclici «come quelli energetico e dei titoli finanziari tendono a registrare risultati positivi quando l’inflazione è elevata». Le ragioni sono molteplici: da una parte il reddito del comparto energetico dipende dai prezzi del petrolio e del gas, una componente chiave del dato inflattivo. Di contro, i titoli finanziari «conseguono tendenzialmente buoni risultati in un contesto d’inflazione e tassi d’interesse elevati: infatti, il reddito netto ottenuto dalle banche aumenta», spiegano i professionisti di Schroders.

I settori che soffrono di più

Ci sono poi titoli che con l’inflazione elevata tendono a soffrire di più: i ciclici, come tecnologia e beni di consumo discrezionali, in genere «sovraperformano quando l’inflazione è bassa». I titoli tecnologici in particolare, spiega lo studio, «sono più sensibili ai rialzi dei tassi d’interesse, poiché generano una quota considerevole dei loro utili nel futuro, quindi, i flussi di cassa futuri vengono scontati a un tasso più elevato». Senza dimenticare che, se i prezzi al consumo sono alti, i consumatori danno in genere importanza alle spese essenziali, mettendo in secondo piano tutte quelle discrezionali.

I dividendi elevati

L’analisi della società di gestione guarda anche agli stili di investimento che fanno meglio se l’inflazione è elevata. «Sia i titoli caratterizzati da una volatilità minima che quelli con dividendi elevati hanno una maggiore esposizione verso i settori difensivi», quelli che fanno meglio se il carovita è alto. Al contempo, aggiungono gli esperti, «gli indici high yield dividend e value presentano una maggiore concentrazione di società nel settore energetico, che beneficiano di un contesto caratterizzato da un’inflazione crescente».

Momentum e small cap

Tuttavia, prosegue l’analisi, «lo stile momentum tende a registrare una buona performance quando l’inflazione è bassa, anche se è più difensivo». Ciò potrebbe essere dovuto in particolare «al fatto che questi titoli traggono vantaggio dalla ripresa dei titoli azionari più in generale, quando l’inflazione e i tassi sono bassi.» Negli ultimi tempi inoltre lo stile momentum «è stato influenzato anche da una maggiore concentrazione di titoli tecnologici, che tendenzialmente ottengono buoni risultati quando i tassi d’interesse vengono tagliati». Le small cap infine, conclude lo studio, «si comportano come gli stili più difensivi, poiché conseguono risultati migliori quando l’inflazione è alta piuttosto che bassa». Ciò è probabilmente dovuto al fatto che le small cap «presentano una ponderazione maggiore in alcuni settori difensivi e nei titoli finanziari». (riproduzione riservata)



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