A fronte di un'economia resiliente, negli Stati Uniti come in Europa, l’ultimo miglio della riduzione dell’inflazione si sta rivelando più difficile del previsto da percorrere. Le prospettive di inizio anno sui tagli dei tassi di interesse da parte delle banche centrali sono state quindi riviste al ribasso. Per quanto riguarda la Fed, il consenso è passato dall’ipotesi di cinque tagli nel corso del 2024 a una sola riduzione. Da queste premesse partono le riflessioni di portafoglio di Maria Paola Toschi, global market strategist di Jp Morgan Asset Management, che nel corso di un evento a Milano ha presentato il portafoglio della società di gestione per il secondo semestre di quest'anno.
Per quanto riguarda l’asset classe azionaria, la fine delle strette monetarie delle banche centrali di solito si rileva favorevole ai mercati, come si è visto anche nella prima metà di quest’anno. A ciò si aggiunge la buona qualità degli utili aziendali sia in Europa sia negli Usa anche se, a ben guardare, gran parte della performance del primo semestre è dipesa proprio dalle Magnifiche 7 della tecnologia a stelle e strisce, Nvidia in primis.
«Ora ci sono le condizioni per superare questa dinamica di iper concentrazione», spiega Toschi. «In tema di intelligenza artificiale stiamo passando ad esempio da una fase che ha premiato i provider dell’infrastruttura alle società che saranno più rapide a implementare le tecnologie». Un esempio? «Potrebbe essere rappresentato dalle società finanziarie che utilizzano i sistemi di AI per gestire al meglio moli immense di dati».
C’è poi tutta la tematica legata alle valutazioni che, secondo Toschi, «in Europa sono a sconto storico estremo rispetto agli Stati Uniti». Prendendo come metrica il rapporto prezzo-utili (p/e) atteso a 12 mesi, attualmente l’azionario europeo tratta al 30% di sconto circa rispetto alla controparte americana. «Le società Usa hanno avuto negli ultimi anni utili maggiori rispetto a quelle europee, i cui bilanci erano stati gravati per anni dall’austerity applicata in Ue». Al contempo però lo sconto attuale è convincente, soprattutto per chi «come Jp Morgan Am costruisce portafogli iper concentrati da 60-80 titoli cercando di focalizzarsi sulle singole storie vincenti, con una logica di gestione attiva».
Discorso diverso vale per il reddito fisso, dove le incertezze sulle mosse della Fed (che potrebbe anche non tagliare i tassi quest’anno) hanno provocato un andamento anomalo rispetto al passato: «Di solito», argomenta Toschi, «dopo la fine dei tagli i mercati obbligazionari iniziano il rally: ma stavolta non è successo, proprio per via del timing dei tagli non chiaro». Attenzione però: «Oltre al taglio dei tassi», spiega la strategist, «è opportuno individuare le opportunità in termini di rendimento, secondo una logica di diversificazione: possedere già oggi i bond per avere un rendimento e magari rinunciare alla remunerazione del capitale farà sì che poi, quando questa remunerazione arriverà, non bisognerà inseguirla».
Insomma, cedole più solide permettono di smarcarsi dalla dipendenza da plusvalenze. Tra i settori del credito Toschi guarda oggi con interesse all’investment grade, «perché non è ancora chiaro se e come ci sarà un rallentamento del mercato americano», e questo provoca un po’ di incertezza lato credito high yield. (riproduzione riservata)