Per BlackRock il 2025 in procinto di iniziare darà buone soddisfazioni a chi volesse costruire portafogli per giocare in attacco. Una visione pro-rischio, espressa dal chief investment strategist for Italy del BlackRock Investment Institute, Bruno Rovelli, che ha il suo epicentro tattico nel mercato azionario americano. «Gran parte delle misure del neo-eletto presidente Donald Trump vogliono ricreare un eccezionalismo americano che in realtà non ha nulla di nuovo rispetto al passato», ha spiegato lo strategist nel corso di un evento a Milano.
«A livello di total return», ha evidenziato Rovelli, «dal 2011 in avanti è iniziata un forte divergenza tra la sovraperformance del mercato Usa e il resto del mondo. Una tendenza sostenuta dalla crescita degli utili, che nello stesso periodo è stata molto più grande degli altri mercati: e questo perché l’economia americana è cresciuta tanto di più, trainata dal boom di settori come tecnologia ed healthcare». In buona sostanza, «l’eccezionalismo americano è solo in parte macroeconomico e molto più settoriale: è possibile che questi settori di eccellenza continuino pertanto a crescere ancora».
L’Europa in questo contesto ha uno sconto molto alto rispetto agli Stati Uniti, ai massimi storici. Come agire adesso? «A livello aggregato non è opportuno fare nulla fino a che non arriva un catalizzatore che trasforma lo sconto in performance differenziale: e attualmente questo catalizzatore non lo vediamo», ha precisato Rovelli. È possibile però, a detta dello strategist della più grande società di gestione al mondo, «che dopo le elezioni tedesche si assista a una politica fiscale più espansiva che favorisca l’azionario, ma fino a che non succede ha poco senso prendere posizione in una strategia di investimento». In Europa BlackRock resta positiva sui finanziari, «con i tassi che rimarranno più alti che in passato», e sugli industriali, «i titoli più immediatamente beneficiari della rivoluzione AI. L’Europa non ha campioni naturali dell’intelligenza artificiale, ma è presente in molte parti della catena del valore con i suoi campioni industriali».
Visione positiva invece sul Giappone, per due motivi essenziali. «A livello micro, le azioni giapponesi stanno avviando una grande quantità di buyback», ha detto Rovelli. A livello macro «il pil nominale del Paese dopo più di 20 anni ha ricominciato a crescere, e dovrebbe farlo nei prossimi mesi in forma strutturale». Questo è importante «perché crea un ambiente molto favorevole alla crescita degli utili, che fanno fatica ad aumentare se non migliora il pil nominale».
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, Rovelli non vede grandi spunti sul lato dei governativi, se non per il leggero sovrappeso sugli spread periferici dell’area euro («più Spagna che Italia»). Al contempo, il manager vede, lato credito, «che gli spread sono molto vicini ai minimi storici». Cosa fare in situazioni come questa? «Gli spread sono una proxy delle valutazioni, e se sono bassi vuol dire che le valutazioni sono alte», ha osservato Rovelli. «In realtà però osserviamo due cose: da una parte il rapporto debito/pil degli Usa è ai massimi, dall’altra il debito delle aziende è ai minimi: gli spread sono molto stretti ma giustificati dalle dinamiche sottostanti che caratterizzano il debitore privato e quello pubblico».
In generale, BlackRock ha una posizione lunga «sull’obbligazionario europeo, preferendo la parte del Regno Unito sui governativi». Il mercato tende infatti «a considerare il Regno Unito come una proxy macro degli Usa, ma noi crediamo invece che sia un mix tra Stati Uniti ed Europa, e quindi il mercato sta prezzando in modo eccessivo la politica monetaria britannica».
Infine, sul fronte del credito, la casa di gestione preferisce «l’Europa agli Usa per un semplice motivo: gli spread europei sono molto interessanti rispetto a quelli americani nel confronto relativo tra i vari indici. Aggiustati per la qualità, gli high yield europei hanno circa 100 punti base di premio rispetto agli americani, e gli investment grade circa 35 punti base». (riproduzione riservata)