Il rally delle borse può continuare, ma nei prossimi mesi può allargarsi oltre le Magnifiche 7 di Wall Street, le cui valutazioni sono ormai particolarmente elevate in rapporto ai fondamentali. Ma attenzione: al di là di questi pochissimi nomi (le classiche Tesla, Nvidia, Microsoft) c’è un mondo da scoprire secondo Amundi, che ha affidato il suo outlook per il 2025 a Monica Defend, head of the Amundi Investment Institute, e Francesco Sandrini, capo degli investimenti di Amundi sgr.
Il punto di partenza è ormai noto. «Vari fattori, tra cui il boom di flussi verso gli Etf indicizzati, stanno cristallizzando le mega capitalizzazioni e aumentando la concentrazione dei grandi indici verso pochi titoli», ha fatto presente Sandrini. Adesso però le valutazioni sono cresciute molto, riflettendo spesso un forte appeal speculativo su alcuni titoli (si veda il rally di Tesla dopo l’elezione di Donald Trump), e quindi, a detta degli esperti della casa di gestione francese, è tempo di diversificare altrove. Magari negli indici americani equal-weighted (in cui tutti i titoli hanno pari peso), in Giappone e nelle medie capitalizzazioni in Europa. «Siamo un po’ cauti sulle small cap americane, che ancora devono fare i conti con una traiettoria dei tassi non chiara», ha aggiunto il responsabile degli investimenti. «Riteniamo interessanti invece le mid cap europee, visto che il percorso della Bce è già più delineato».
Tra le aree più interessanti del mercato azionario i due esperti di Amundi segnalano i mercati emergenti. «Guardiamo con interesse all’area asiatica, i cui Paesi sono sempre più interconnessi a livello regionale anche in tecnologie chiave come quella dei chip», ha sottolineato Defend. Nonostante il potenziale nuovo corso degli Usa di Trump, gli emergenti dovrebbero beneficiare di un contesto macro favorevole e di tassi di interesse in calo. Anche la Cina dovrebbe essere arrivata a un punto di stabilità. «La volontà del Politburo di Pechino è quella di continuare a spingere sulla crescita domestica, risanando al contempo il settore immobiliare: la politica monetarie rimane pertanto espansiva», ha precisato la numero uno dell’Amundi Investment Institute.
Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, Amundi guarda con attenzione alle scadenze brevi, sia sul credito sia sui governativi, compresi i Treasury americani. Ha spiegato Sandrini: «Siamo cauti sulla parte più lunga della curva americana, anche se le pendenze non si sono ancora irripidite. Nutriamo invece ancora un certo interesse per le parti brevi, che perderanno un po’ di rendimento al calare dei tassi ma restano attraenti in rapporto al rischio contenuto». (riproduzione riservata)