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Mauro Micillo
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Intesa Sanpaolo si rafforza negli Stati Uniti, cresce il giro d’affari della divisione Corporate & Investment Bank

di Andrea Fiano
18 ottobre 2025, 02:00 Ultimo aggiornamento: 10:12

La divisione guidata da Mauro Micillo negli ultimi tre anni ha sostenuto operazioni per quasi 50 miliardi di dollari

Puntare ancora di più sul mercato americano, quasi una «seconda casa» per Intesa Sanpaolo, che rimane «punto di riferimento» per l’istituto e per la sua clientela. Il tutto alla luce di un ottimismo frutto del calo dei tassi e di un riassestamento della curva dei rendimenti, che a sua volta ha fatto ripartire l’attività di corporate & investment banking come dimostrano anche gli ultimi risultati delle grandi banche d’investimento americane. È questo il messaggio centrale offerto ieri a Washington dal numero uno della divisione Imi corporate & investment banking, Mauro Micillo, nel corso di un incontro con la stampa italiana presente all’assemblea annuale di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale.

La banca è attiva in alcuni settori specifici come quello delle infrastrutture di trasporto ed energetiche, delle energie rinnovabili e della digitalizzazione, con un accento particolare sul fronte dei data center sia negli Usa sia nel resto del mondo in Europa, Asia e Medio Oriente. Il tutto non solo con un ruolo di finanziamento, ma anche di advisory, di emissioni obbligazionarie e copertura del rischio legato ai tassi di interesse. Negli Usa il gruppo negli ultimi tre anni ha sostenuto operazioni per quasi 50 miliardi di dollari.

Performance eccellenti nel project financing

Nei primi otto mesi di quest’anno sul fronte del project financing Imi Cib è stata coinvolta in operazioni per oltre 30 miliardi di euro, su volumi globali di oltre 200 miliardi, e quindi la banca italiana ha una quota di mercato del 15% che la pone fra le prime dieci al mondo - sostanzialmente settima - su questo fronte. Negli Usa, fra il 2018 e il 2024, la crescita media annua dei volumi di project finance è stata del 20%, mentre per la divisione Imi Cib nello stesso periodo è aumentata a un ritmo annuo di circa il 34%.

Prospettive ottimistiche nonostante le tensioni

«Nemmeno le tensioni commerciali hanno intaccato la nostra convinzione. L’impatto delle politiche tariffarie (americane) è contenuto e gestibile per l’Eurozona e l’Italia. Noi siamo e restiamo ottimisti. E oggi i venti contrari sono alle nostre spalle, e si spera in un vento favorevole», ha commentato Micillo, che era accompagnato dai vertici della divisione.

La clientela business non italiana della banca, esclusa l’attività di trading, è sostanzialmente attorno al 50% - con punte anche più alte - e gli Usa rappresentano il primo mercato estero della stessa divisione Imi Cib. Naturalmente negli Usa la banca offre sostegno alle imprese italiane presenti, sia quelle maggiori - legate alla divisione Cib - sia quelle rappresentate dalla banca dei territori di Ca’ de Sass.

Sostegno alle imprese italiane negli Usa

È da segnalare che la gran parte delle aziende italiane presenti negli Usa sono interessate a rafforzarsi in un Paese «troppo grande per non essere considerato» e un interesse di molti a studiare una possibile crescita dell’attività produttiva negli Usa.

Operazioni significative e rafforzamento del team

Quest’anno il gruppo è stato joint lead manager negli Usa e active bookrunner per un’emissione obbligazionaria da 2,75 miliardi di dollari in tre tranche lanciata da AT&T. Nei settori di maggiore impegno del gruppo lo scorso anno ha partecipato a un finanziamento da 3,4 miliardi di dollari per costruzione e avvio di un data center a Reno, nel Nevada.

Sempre nel 2024 Imi Cib ha strutturato e in parte sottoscritto con altre banche un finanziamento a lungo termine da 870 milioni di dollari per l’acquisizione del progetto e supporto della costruzione e la gestione di Cider, il più grosso parco solare fotovoltaico dello stato di New York.

Facile capire perché il team di structured finance della divisione negli Usa si è recentemente rafforzato, con l’arrivo di specialisti dall’Italia e da altre sedi estere del gruppo. (riproduzione riservata)



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