La visita del presidente del Consiglio Mario Draghi in Israele ha riacceso i riflettori sulla cooperazione tecnologica con l' talia. Tra gli istituti di credito che aiutano le aziende a entrare nei distretti hi-tech di Tel Aviv c'è Intesa SanPaolo, che ha fatto un passo avanti anche nel venture capital attraverso la controllata Neva sgr. La società, infatti, collabora con i principali fondi di venture capital per investire nelle start up di origine israeliana, che possono generare un impatto positivo per l’economia italiana e ritorni d’investimento per gli investitori dei fondi gestiti.
Dal gennaio 2022 Neva ha investito nel Paese oltre 20 milioni di euro in 5 start-up di diversi settori: modernizzazione delle applicazioni,
quantum computing, cybersecurity e agritech. Nello specifico l’sgr del Gruppo Intesa Sanpaolo è entrata nel capitale di:- vFunction (tecnologie per il cloud aziendle); Seed-X (intelligenza artificiale per studiare le proprietà di semenze e grani); Classiq (libreria software per quantum computing); Coro: (cybersecurity, piattaforma all-in-one basata sulla intelligenza artificiale); Cyberint (cybersecurity aziendale e monitoraggio rischi). Più in generale, spiegano da Intesa SanPaolo, "Neva vuole agevolare l’accesso al mercato italiano, anche come porta di ingresso in quello europeo, favorendo lo sviluppo delle startup, in particolare negli ambiti di grande trasformazione del Paese incentivati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza". (riproduzione riservata)