I soci di Intesa Sanpaolo confermano il tandem Carlo Messina e Gian Maria Gros-Pietro al vertice della banca. Questo è l’esito dell’assemblea che si è tenuta martedì 29 aprile in modalità remota e ha visto l’approvazione di tutti i punti all’ordine del giorno. L’appuntamento era molto atteso non solo per gli effetti che potrebbe avere sulla strategia della banca ma anche per i potenziali riflessi sul risiko finanziario in corso.
Per la lista di maggioranza presentata dalle fondazioni socie di Intesa si è espresso il 57,3% dei presenti e sono stati eletti 14 consiglieri: Gros-Pietro (presidente), Paola Tagliavini (vice presidente), Messina (ceo), Maria Angela Zappia, Franco Ceruti, Paolo Grandi, Luciano Nebbia, Liana Logiurato, Pietro Previtali, Maria Alessandra Stefanelli, Bruno Maria Parigi, Fabrizio Mosca, Mariella Tagliabue, Maura Campra. Per la lista di minoranza, presentata da Assogestioni e sostenuta dal 42,4% dei presenti, sono stati eletti cinque consiglieri: Anna Gatti, Guido Celona, Mariarosaria Taddeo, Roberto Franchini, Riccardo Secondo Carlo Motta.
L'assemblea ha approvato il bilancio 2024 e la distribuzione cash agli azionisti, tenendo conto dell'acconto dividendi pagato lo scorso novembre, di 3,04 miliardi, di cui 2,25 miliardi come dividendi a valere sull'utile d'esercizio e di 792 milioni come assegnazione di riserve a valere sulla riserva sovrapprezzo. Il payout risulta quindi al 70% dell'utile netto consolidato.
La distribuzione avrà luogo a partire dal 21 maggio (con stacco cedole il 19 maggio e record date il 20 maggio). Rapportando l'importo unitario complessivo proposto di 34,1 centesimi al prezzo di riferimento dell'azione registrato mediamente nel 2024, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 9,80%.
Sinora Intesa si è tenuta fuori dal consolidamento finanziario in corso sul mercato italiano. Anche perché, dopo il salvataggio delle banche venete e l’opas su Ubi, il gruppo è molto vicino ai limiti Antitrust in diverse aree geografiche e settori. «Non abbiamo alcuna intenzione di partecipare a operazioni di fusioni e acquisizioni in Italia, anche perché sul fronte Antitrust siamo in posizione tale che sarebbe difficile fare operazioni che creano valore», ha dichiarato di recente Messina.
Questo però non esclude un’attenzione particolare per le mosse dei competitor e magari qualche mossa mirata, soprattutto su un dossier delicato come quello Generali su cui già Intesa si era affacciata nel 2017. Maggiori indicazioni in tal senso potrebbero arrivare con la presentazione dei risultati trimestrali del prossimo 6 maggio.
«Intesa – negli ultimi dieci anni – è stata la prima banca in Europa per total shareholder’s return, ovvero la crescita del valore dell’azione e distribuzione di dividendi, con una crescita del 259% dal 1° gennaio 2014, distribuendo ai nostri azionisti 34 miliardi cash nel periodo considerando il saldo, a valere sui risultati 2024, che verrà riconosciuto il prossimo 21 maggio», ha spiegato Messina dopo l’assemblea ricordato che «in borsa, dal 2014 Intesa ha registrato una crescita del 162% con un aumento della capitalizzazione di 54 miliardi».
Per Gros-Pietro «Intesa Sanpaolo vuole confermarsi protagonista, sostenendo un modello di sviluppo coesivo, innovativo e sostenibile, grazie alle grandi professionalità presenti nel gruppo con cui ho avuto il piacere di lavorare e che ritroverò nel prossimo triennio».
Il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Azzone ha commentato «mi congratulo con tutti i membri degli organi della banca eletti. Ancora una volta si tratta di un persone di grande livello, capaci di portare competenze, idee ed energie per le sfide che li attendono». Per il segretario della Fabi Lando Sileoni «la conferma di Messina alla guida di Intesa rappresenta una scelta di solidità e di continuità strategica che va accolta con grande favore non solo dai vertici del settore bancario, ma anche da chi ne osserva l’evoluzione con lo sguardo attento del sindacato». (riproduzione riservata)