L’estero è un bacino sempre più ampio per la Divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. Non solo dai gruppi internazionali arriva ormai oltre la metà dei ricavi da clientela dell’area, ma nuovi mercati sono nel mirino in Europa e negli Usa. E anche nei paesi di storico radicamento per il gruppo, come la Spagna, la scommessa è quella di continuare a crescere. Ne è convinto il responsabile della divisione Mauro Micillo che a MF-Milano Finanza traccia le principali direttrici di crescita.
Domanda. Micillo, quanto pesa oggi in termini economici l’estero per Intesa Sanpaolo e per la Divisione Imi Cib?
Risposta. Attualmente, oltre il 50% dei ricavi da clientela della Divisione proviene da gruppi internazionali e, negli ultimi dieci anni, abbiamo ampliato ulteriormente le nostre attività all’estero, mantenendo una costante attenzione al controllo dei costi. La nostra Divisione continuerà a offrire competenze specialistiche e una vasta gamma di prodotti e servizi finanziari innovativi nell’ambito del corporate e investment banking, a supporto degli investimenti strategici di aziende, istituzioni finanziarie ed enti pubblici, grazie a un’importante piattaforma internazionale di origination e distribuzione.
D. Avete organizzato un evento in Spagna. Che opportunità offre oggi questo Paese?
R. Nell'ambito dell’international network della Divisione Imi Cib la filiale di Madrid rappresenta una delle principali filiali europee. Lo scorso anno è stato festeggiato il 50° anniversario della presenza di Intesa Sanpaolo in Spagna, un traguardo che sottolinea la forza e l'impegno di lunga data del gruppo nel mercato spagnolo. Attualmente osserviamo alcuni trend di mercato favorevoli, in particolare per l’investment banking, come dimostrano le numerose operazioni che hanno visto coinvolta la nostra Divisione in Spagna. Nel 2024 Intesa Sanpaolo, infatti, continua a dimostrare il suo ruolo di leader nel Paese, posizionandosi tra le prime 10 banche del mercato spagnolo nei syndicated loans.
D. In quanti altri Paesi esteri siete presenti oggi? Quali sono i più rilevanti?
R. Siamo presenti con una rete capillare corporate in 24 Paesi, oltre all’Italia, attraverso filiali, uffici di rappresentanza, tre banche corporate e il broker/dealer statunitense Intesa Sanpaolo Imi Securities Corp. A livello internazionale è sempre più evidente la necessità di dotarsi di business model che siano al contempo moderni e sostenibili in ambito ambientale e sociale. Intesa Sanpaolo può beneficiare di alcuni fattori vincenti, fra cui una lunga tradizione in prodotti specialistici dedicati a corporate e istituzioni, quali il project financing, e una distintiva esperienza in progetti di collaborazione pubblico-privata - che hanno contribuito, negli ultimi anni, allo sviluppo internazionale in vari Paesi per noi strategici: in Europa, America, Asia e Australia. La banca ha recentemente partecipato a rilevanti progetti di ammodernamento e crescita infrastrutturale ed energetica; ne sono un esempio le operazioni realizzate negli Stati Uniti e in Sud America.
D. Che modalità scegliete per entrare in un Paese? Quali considerazioni orientano la scelta?
R. Come dimostrato dai risultati degli ultimi anni, la nostra Divisione ha rafforzato sempre di più lo sviluppo internazionale a servizio di tutti i clienti del gruppo, rispettando le specificità di ogni Paese e coerentemente con la nostra strategia commerciale. Alla base delle nostre scelte concorrono molteplici fattori, come, ad esempio, le prospettive di crescita del Paese in questione, la complessità dell’arena competitiva, le opportunità commerciali.
D. Il vostro network che offerta propone alla clientela corporate estera?
R. Con team dedicati accompagniamo le aziende corporate e le financial institutions italiane e estere nel loro percorso di crescita. Inoltre, nei deal strategici di investment banking, i team delle Industry, dei network italiano e internazionale si avvalgono del supporto di specialisti dedicati con competenze trasversali.
D. Che servizi mettete a disposizione delle aziende italiane che vogliono internazionalizzarsi?
R. Intesa Sanpaolo è al fianco di clienti corporate e istituzioni finanziarie nel supporto alla crescita e all’internazionalizzazione del loro business, grazie a una forte presenza internazionale e a numerosi specialisti che garantiscono un supporto consulenziale e operativo di ampio respiro. Sosterremo i piani e i progetti di sviluppo dei nostri clienti attraverso la nostra consolidata esperienza nella finanza strutturata nei settori delle energie rinnovabili e delle infrastrutture, associata a schemi innovativi di finanziamento (quali quelli connessi alla collaborazione pubblico-privato).
D. In che Paesi vorreste entrare o rafforzare la vostra presenza?
R. Come Divisione siamo costantemente attenti a selezionare le migliori opportunità per potenziare la nostra presenza all’estero, con particolare riferimento ai mercati dell’Europa e degli Stati Uniti. Il dialogo costante e la relazione privilegiata con i nostri clienti, inoltre, ci consentono di affiancarli nei loro piani di investimento ed espansione, per cogliere interessanti opportunità di business. Ritengo inoltre che, in queste aree, ci possano essere prospettive vantaggiose per incrementare le esportazioni per molti dei nostri clienti che stanno attraversando una fase intensa di sviluppo, soprattutto nella filiera della produzione di energia rinnovabile, nella mobilità sostenibile, nelle biotecnologie e nelle tecnologie spaziali.
D. Nella strategia di espansione all’estero potrebbe rientrare anche l’acquisto di qualche boutique specializzata?
R. La nostra strategia di crescita all’estero si basa sulla capacità di partecipare a sempre maggiori operazioni nell’ambito dell’advisory e primary market - m&a, Dcm ed Ecm – specialmente in quei Paesi come la Spagna, dove abbiamo consolidato il nostro ruolo nelle attività di lending e nel project financing. Nella settimana appena trascorsa, a sottolineare questa nostra forte attitudine, siamo stati protagonisti - attraverso la filiale di Madrid - di quattro emissioni obbligazionarie di altrettanti nostri importanti clienti. Acquisizioni, seppur mirate e di dimensioni contenute, non sono ad oggi una priorità nel nostro business plan.
D. Come procede il secondo semestre dell’anno per la divisione?
R. Siamo molto soddisfatti dell’andamento del primo semestre dell’anno. I risultati sono migliorati, sia in termini di interessi netti (+20,8% rispetto all’anno precedente, pari a 1,6 miliardi), sia in termini di commissioni nette (+9,8%, pari a 0,6 miliardi), mantenendo una struttura leggera ed efficiente come dimostrato da un Cost/Income costantemente al di sotto dei nostri peers europei. L’utile netto del periodo è stato pari a 900 milioni, in crescita del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Nei prossimi sei mesi confidiamo di confermare questa tendenza, certi anche delle prospettive positive per il nostro business, in Italia e a livello internazionale.
D. Sui mercati quali sono le tendenze più interessanti di questi mesi?
R. Quello che possiamo osservare dal nostro punto di vista è che ci troviamo in una fase di mercato favorevole, in particolare per l'investment banking: è evidente che già nella prima parte dell'anno il mercato è stato dinamico, sia quello primario (Ecm/Dcm) sia quello dell’m&a, consentendoci di essere ottimisti anche sulle prospettive dei volumi di investimento. Nonostante le attuali rilevanti sfide, rimaniamo positivi e, anzi, riteniamo di poter accompagnare in modo distintivo i nostri clienti, supportando i loro investimenti verso una transizione sostenibile e uno sviluppo delle infrastrutture strategiche che stanno diventando sempre più urgenti per la crescita. Il nostro approccio è in ottica capital light, facendo leva sul modello originate to share, un toolkit di strumenti di mercato flessibili supportato da un solido framework interno di controlli. (riproduzione riservata)