Vendite sul titolo Sicit a Piazza Affari (-1,72% a 17,10 euro) dopo che Intesa Holding ha confermato l'appoggio all'offerta di NB Renaissance. L'azionista di Sicit, che detiene una quota pari al 43% della società, ha respinto la proposta di Syngenta e ha manifestato la volontà di restare al fianco di NB Renaissance, la quale ha già lanciato un'opa sulla società di biostimolanti per l'agricoltura. Syngenta, che nei giorni scorsi aveva presentato un notevole interesse in vista di un'opa alternativa a quella di NB, aveva indicato come "elemento imprescindibile" l'alleanza con la stessa Intesa Holding.
Nel comunicato, quest'ultima ha confermato il proprio impegno, quale azionista di lungo termine, "a supportare Sicit nel suo percorso di transizione a un'economia verde e ambientalmente sostenibile, nell'interesse di tutti gli stakeholder di Sicit e al fine di una continua crescita del distretto conciario vicentino, in coerenza con la sua rilevanza strategica per il settore e, in generale, per il Paese".
"Syngenta è il primo cliente di Sicit", ricordano gli analisti di Equita, "motivo per cui anche i rapporti commerciali potrebbero perdere naturalmente di forza", una situazione che, secondo Equita, potrebbe avere riflessi negativi sulla valutazione del titolo. "La risposta di Intesa Holding", proseguono, "è giunta piuttosto rapidamente e non si dettagliano le motivazioni economiche, strategiche, alla base della decisione presa in connessione alle due proposte".
Fino alla pubblicazione dell'offerta di NB e senza altri comunicati di Syngenta, Equita ritiene che il titolo possa rimanere nella parte inferiore del range incluso fra la prima offerta di NB, pari a 15,45 euro per azione ex dividendo, e quella di Syngenta, a 17,30 euro per azione. Attualmente, la Sim ha un giudizio buy su Sicit con un target price a 16,50 euro.
Invece Mediobanca Securities, che su Sicit ha un rating neutral e un target price a 16 euro, ha semplicemente ricordato che il secondo azionista della società è Promo Sprint Holding (partecipazione del 9,7%), veicolo di investimento controllato dai promotori Spac che hanno quotato la società nel 2019 e che le azioni proprie rappresentano l'1,4% del capitale sociale mentre il restante 45,4% è tutt'ora flottante. (riproduzione riservata)