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Intermonte: le mid/small cap rimarranno sotto pressione nonostante gli afflussi Pir
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Intermonte: le mid/small cap rimarranno sotto pressione nonostante gli afflussi Pir

di Andrea Baiocco
22 febbraio 2022, 15:46 Ultimo aggiornamento: 16:00

Gli analisti della banca di investimento segnalano un calo del 2,7% a febbraio e del 4,5% da inizio anno dell'indice Ftse Italy Mid-Cap. Fa peggio l'Msci Europe Small Caps, che è sceso del 4,6%. Prematuri i timori di un ritardo della Bce nell'alzare i tassi. Una maggiore visibilità sulla direzione degli utili potrebbe però rassicurare gli investitori nell'attuale fase di incertezza

Intermonte Investment Bank ha pubblicato il report mensile sulle mid small cap italiane, che secondo la banca d'affari rimarranno sotto pressione nel breve termine, anche se supportate dagli afflussi Pir.

Gli analisti di Intermonte mettono in evidenza che al 17 febbraio 2022 "il mercato azionario italiano è sceso del 2,1% nell'ultimo mese e dell'1,9% da inizio anno. L'indice Ftse Italy Mid-Cap ha registrato un -2,7% nell'ultimo mese e un -4,5% da inizio anno su base relativa, mentre l'indice Ftse Italy Small Caps, che a febbraio ha perso il -2,0%, fa l’1,6% peggio dell'indice da inizio 2022. Guardando alle performance delle mid/small cap in tutta Europa, l'indice Msci Europe Small Caps è sceso del 4,6% nell'ultimo mese, con una performance peggiore delle mid/small cap italiane." 

Confrontando le performance da inizio 2022 con la variazione delle stime per l'intero anno in corso, gli esperti di Intermonte notano che "i titoli Ftse Mib hanno registrato un re-rating anno su anno dello 0,7%, mentre le mid e le small cap hanno subito un de-rating rispettivamente del 2,8% e dell'1,4%. Su base prezzo su utili, il nostro panel è scambiato con un premio del 34% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico del 17%, ma in linea rispetto a un mese fa (34%)."

Il report riporta poi la strategia di investimento delineata da Intermonte: "L'inflazione e le reazioni delle banche centrali rimangono il driver principale  della performance dei mercati, prolungando la pressione sui titoli growth e quindi sulle mid-cap. Il mercato ha continuato a penalizzare i titoli growth che scambiano a multipli superiori alla media storica, nonostante la direzione delle stime si sia dimostrata solida. Il timore principale è che le banche centrali siano in ritardo sul controllo dell'inflazione, riflettendo forse un potenziale errore di politica monetaria che potrebbe condurre ad una recessione (ad esempio l'appiattimento della curva dei rendimenti). Questo timore è, a nostro avviso, prematuro: ci aspettiamo che le banche centrali rimangano flessibili e che, nel corso dei prossimi mesi, riconsiderino i recenti annunci più restrittivi per rinnovare il loro sostegno alla crescita economica attraverso politiche monetarie più dovish."

"Per quanto riguarda le mid/small cap italiane", continua l'analisi, "continuiamo a credere che il value versus growth non abbia senso se questo significa passare da titoli di qualità superiore a titoli di qualità inferiore. I titoli italiani di alta qualità possono essere scambiati a multipli considerabili elevati, ma non molto lontani dal livello di supporto fondamentale. Per esempio, la recente acquisizione lanciata su Best da Engineering ad un multiplo prezzo utili del 2022 pari a 27 fornisce un supporto fondamentale alle valutazioni dei titoli digitali, specialmente dopo il recente de-rating."

"Nel prossimo mese, la maggior parte delle mid/small caps divulgherà i dati del 2021 e commenterà le prospettive del 2022 nel contesto dei problemi legati alla catena di approvvigionamento e al rincaro dei costi energetici. Una maggiore visibilità sulla direzione degli utili dovrebbe rassicurare gli investitori nell'attuale contesto di incertezza. Notiamo, inoltre, che la nostra copertura delle mid/small cap italiane ha un'esposizione diretta trascurabile all'Ucraina o alla Russia, ma un conflitto sarebbe un fattore negativo in termini di volatilità e liquidità. Per quanto riguarda i fondi Pir, Assogestioni ha appena riportato una forte raccolta netta nel quarto trimestre del 2021, pari a 380 miloni di euro, ma la recente volatilità del mercato, se prolungata, potrebbe rappresentare un "vento contrario": confermiamo le previsioni di raccolta positive per il 2022, anche se con un'accelerazione meno aggressiva", concludono gli analisti. (riproduzione riservata)



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