Da molti considerata un piccola Nvidia europea, Axelera AI continua ad attrarre risorse e investitori di peso nel capitale. La startup fondata e guidata dall’italiano Fabrizio Del Maffeo, che ha sede principale ad Eindhoven nei Paesi Bassi ed è presente anche in Italia (con uffici a Milano e Firenze) e nella Silicon Valley, ha chiuso un round di investimento di serie B da 68 milioni di dollari (al cambio attuale 63,6 milioni di euro), che portano il totale dei finanziamenti ottenuti in poco più di un anno a quota 120 milioni.
Il capitale, spiega a MF-Milano Finanza il fondatore e ceo Del Maffeo, proviene «per la maggior parte da nuovi investitori, soprattutto la Bei attraverso il veicolo di investimenti Eic (European Innovation Council, ndr) che ci ha anche messo nella lista delle startup da sostenere in quanto innovatrici in tema AI». Ci sono poi il fondo sovrano olandese del deep tech, Invest NL Deep Tech Fund, che si è unito a Cdp Venture Capital (già presente nel capitale e attiva anche in questo round) e al fondo di investimento belga. «Ha partecipato anche il fondo pensione olandese MN, che è un fondo da 170 miliardi e che entra tramite un veicolo insieme a Innovation Industries, un investitore storico», aggiunge il manager.
La cosa più importante in assoluto però, secondo Del Maffeo, «è che è entrata Samsung tramite il suo fondo di investimento strategico», il Samusung Catalys Fund. «Axelera sta introducendo un approccio veramente innovativo per l’accelerazione dell’intelligenza artificiale ad alte performance nell’edge computing», spiega in una nota Marco Chisari, head of Samsung Semiconductor Innovation Center e vicepresidente esecutivo di Samsung Electronics.
Quanto alla strategia di crescita finanziaria, dice Del Maffeo, «abbiamo esteso il parco azionisti in vista di nuovi round. La strategia è sempre quella di aprire round in cui partecipino i vecchi investitori e ne entrino di nuovi».
Con le risorse raccolte verrà implementata, già a partire da luglio, la produzione di massa del prodotto Metis, lanciato lo scorso settembre per presidiare la nicchia di mercato dell’edge computing. Verrà poi accelerata l’espansione in altri segmenti di business, come quello dei chip applicati al settore automotive. Non solo: «Stiamo pensando a una nuova linea di prodotti per l’intelligenza artificiale generativa», commenta Del Maffeo. «Vogliamo entrare in questo settore: essere in grado di occuparci dell’infrastruttura per tutti i player che verranno, e che finora si appoggiano a Nvidia. Pensiamo di poter diventare fornitori di soluzioni alternative».
Axelera AI ha già una pipeline di ordini di circa 100 milioni di dollari e una solida base clienti nell’industria dei chip europea e non solo. Quanto alla forza lavoro, sottolinea Del Maffeo, «abbiamo 180 persone di cui più di 60 con dottorato di ricerca e puntiamo ad arrivare a 250 nei prossimi 12 mesi». L’Italia riveste un ruolo centrale nelle strategie del gruppo. Oltre agli uffici di Firenze e Milano infatti la startup «sta per aprire un centro di ricerca a Bologna e iniziare una collaborazione con il professore Luca Benini delle università di Bologna e Zurigo, città dove abbiamo già 30 persone». Dal canto suo il manager crede «fortemente che in Italia si possa creare un polo di ricerca di eccellenza: dobbiamo solo convincere le persone a rimanerci. La maggioranza relativa del nostro personale è italiana». (riproduzione riservata)