Intelligens 2025: come Rolex interpreta l’architettura del futuro alla Biennale di Venezia
Dal 2014, Rolex è partner esclusivo e orologio ufficiale del principale forum di architettura al mondo. Quest’anno si presenta con un padiglione rinnovato che sostituisce la struttura risalente a 7 anni fa. L’architetta nigerina Mariam Issoufou ha lavorato ispirata da principi di sostenibilità e di valorizzazione dell’artigianato locale
Uno degli obiettivi culturali che Rolex si è data da tempo è quello di promuovere l’architettura ai massimi livelli, riconoscendone il potere di fornire soluzioni alle sfide umane e ambientali e di influenzare il modo di vivere e di interagire con gli spazi pubblici e privati. Non a caso, dal 2014 Rolex è partner esclusivo e orologio ufficiale della Biennale di Architettura di Venezia, che per l’edizione 2025 ha aperto i battenti lo scorso maggio e si protrarrà fino al 23 novembre.

Il curatore del principale forum di architettura al mondo e fucina di nuove idee, l’acclamato architetto e ingegnere italiano Carlo Ratti, ha intitolato la mostra di quest’anno Intelligens. Natural. Artificial. Collective e ha invitato i partecipanti a esplorare come l’architettura possa adattarsi in modo sostenibile per affrontare le sfide del cambiamento globale.In questa edizione 2025, sono circa sessanta i Paesi che allestiscono un padiglione nazionale nella cornice dell’evento. Ciascuno di essi sceglie il proprio curatore e i propri espositori.

Un padiglione sostenibile per Rolex
In sostituzione della precedente struttura risalente al 2018, Rolex ha ripensato il proprio padiglione secondo i principi della sostenibilità, affidandosi ad artigiani locali, a metodi di costruzione tradizionali e a materiali riciclati. Per la prima volta, la Maison ha invitato un’architetta internazionale di talento, la nigerina Mariam Issoufou, a progettare un padiglione in grado di riflettere l’identità del Marchio. Insieme a essa, dal padiglione Rolex traspare la filosofia di sostenibilità che deriva dalla creazione di orologi progettati per durare nel tempo.

Mariam Issoufou lavora tra Niamey, capitale del Niger, Zurigo e New York. Nel suo progetto per Rolex si è ispirata alla vulnerabilità ai rischi ecologici di Venezia e all’impegno della Maison nei confronti dell’artigianato, in tutte le sue forme. L’architetta nigerina attua infatti un approccio cosiddetto intersezionale alla sostenibilità, che va oltre i fattori ambientali. In questo modo garantisce che il padiglione promuova il tessuto sociale, la storia, la cultura e le condizioni economiche degli artigiani italiani, in particolare di quelli di Venezia.
La struttura e la valorizzazione dell'artigianato
La facciata del padiglione ricorda la lunetta zigrinata di alcuni orologi che hanno fatto la storia e che ancora sono il presente di Rolex. L’effetto è ottenuto attraverso una struttura di travi in legno riciclato realizzata da artigiani locali. All’interno del padiglione, il soffitto traslucido e colorato è opera dei maestri vetrai di Murano. Esso dà vita a una gamma di tonalità che varia nel corso della giornata, a seconda della luce. A terra, l’aggregato che compone il pavimento contiene vetro frantumato, il residuo della lavorazione detto «cotisso». Un esempio di riciclo di un materiale altrimenti destinato alla distruzione.

Il processo di costruzione del padiglione è raccontato in un filmato visibile all’interno del padiglione stesso, nel quale sono esposti anche i modelli che illustrano l’evoluzione del progetto e le immagini che mostrano il lavoro degli artigiani veneziani o della regione durante la costruzione. Dagli artigiani stessi sono venuti i materiali che costituiscono la struttura.
Nella mostra vi sono anche alcune esposizioni. Interessante è quella che mostra il lavoro fatto dall’architetta armeno-libanese Arine Aprahamian sotto la supervisione della francese Anne Lacaton, nell’ambito del progetto Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative. Grazie a piccoli interventi strategici, Aprahamian ha migliorato la vita quotidiana a Bourj Hammoud, quartiere densamente popolato di Beirut dove è cresciuta. Vi sono poi due esempi di come la maestria artigianale sia intervenuta nella ristrutturazione di due boutique Rolex, attraverso campioni di materiali e due filmati diffusi all’interno del padiglione. Si tratta della boutique di Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, e del nuovo flagship store di Rolex a Tokyo, un mix di tradizione e modernità che occupa quattro piani della Rolex Tower. (Riproduzione riservata)
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