L’Inps sta lavorando a «un nuovo modello di rapporto con utenti, con cittadini e imprese, centrato sulla personalizzazione dei servizi attraverso l'impiego nuove tecnologie, e in particolare dell'AI». Lo ha detto il presidente dell'Inps Gabriele Fava intervenendo alla presentazione della Relazione di verifica del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inps sulla rispondenza delle attività complessivamente svolte dall'Inps rispetto alle linee di indirizzo e agli obiettivi strategici contenuti nei suoi atti di programmazione.
Risulta chiaro innanzitutto che sono stati ridotti i tempi di accoglimento delle pensioni e dell’indennità mensile di disoccupazione.
Le pensioni afferenti alla gestione privata accolte entro 30 giorni nel 2024 sono state l'81% rispetto al 76% del 2023. Al contrario quelle accolte oltre 120 giorni nel 2024 sono state il 4% del totale, rispetto al 6,5% dell'anno precedente.
Quanto alle pensioni afferenti alla gestione pubblica, quelle accolte entro 30 giorni nel 2024 sono state pari al 91,5% del totale, rispetto all'80% del 2023. Laddove quelle accolte oltre 120 giorni nel 2024 risultano l'1,3% del totale rispetto al 4,9% del 2023.
Passando alla disoccupazione, le Naspi accolte entro 30 giorni nel 2024 sono state il 93% del totale, rispetto al 91,5% dell'anno precedente. La disoccupazione riscossa oltre 60 giorni nel 2024 è stata il 3,1% del totale rispetto al 3,8% del 2023.
Il numero di verbali per solidarietà contributiva del committente diminuisce, mentre l'evasione contributiva accertata, seppure in diminuzione rispetto al 2023, si mantiene superiore rispetto al 2022.
In riferimento al 2024 emergono ancora diversi elementi critici a cui va dedicata particolare attenzione.
Pur in un quadro di miglioramento, permane un ritardo nell'aggiornamento del conto assicurativo, in particolare per i dipendenti pubblici, problema che determina rallentamenti nelle liquidazioni delle pensioni, rischi di perdita di contribuzione e un alto livello di pensioni provvisorie e di indebiti. Parallelamente continuano a registrarsi strozzature nella liquidazione del Tfr e del Tfs dei lavoratori pubblici, ridimensionate in alcune realtà territoriali, in parte ascrivibili a una normativa che va modificata, in parte frutto di problematiche organizzative interne.
Si conferma rilevante il tema dei crediti inesigibili, rispetto ai quali si renderebbe necessaria una diversa lettura normativa e una differente regolamentazione interna per rendere più attendibile la rappresentazione della situazione patrimoniale dell'Istituto. L’attività di accertamento e riscossione dei crediti si connette all'attività di vigilanza e all'ulteriore calo del numero di ispettori di vigilanza, non ancora integrati a più di un anno dal decreto che ne prevedeva l'assunzione, non avendo ancora l'Inps ottenuto le autorizzazioni ministeriali previste. Tutto ciò rende difficoltosa l'azione dell'Istituto nel contrastare l'evasione e il lavoro irregolare, nell’attività di tutela dei lavoratori e delle imprese. (riproduzione riservata)