Puntare su finanza, mercato unico dei capitali ma anche su difesa e space economy per far crescere l’economia reale e sociale dell’Italia. Se «non pensiamo all'industria come motore della crescita vera, non saremo competitivi né produttivi e non riusciremo a reggere il nostro sistema di welfare» ha detto Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Economia del partito, illustrando il piano industriale per l'Italia e per l'Europa in una conferenza stampa a Montecitorio.
Bisogna pensare «anche all'industria privata: abbiamo un differenziale dell'1,5% del pil sulla ricerca e sviluppo, contro gli Stati Uniti che hanno il 2,8%, quindi il tema della ricerca, dello sviluppo, dell'innovazione è fondamentale».
Le priorità strategiche da seguire sono indicate nel documento: «Si parla di energia, economia circolare, lavoro e formazione, ricerca e innovazione, fisco, finanza e mercato dei capitali, piano di regolamentazione, logistica, trasporti e infrastrutture, intelligenza artificiale e digitale, investimenti, rilancio del Mezzogiorno, difesa e space economy» ha ricostruito Casasco. Senza dimenticare «l’industria automotive, siderurgica, meccanica, farmaceutica, filiera chimica, agroindustria, filiera moda, legno e arredo, settori imballaggi». (riproduzione riservata)