La rupia scivola martedì 23 settembre a un minimo record di 88,5 per dollaro, zavorrata dai dazi statunitensi al 50% e dall’aumento dei costi dei visti per gli Usa. Oltre a subire tariffe più elevate rispetto ad altre economie asiatiche, la valuta è sotto pressione anche per l’introduzione da parte del presidente Donald Trump di una tassa di 100.000 dollari sui nuovi visti H-1B, di cui il 71% dei quasi 400.000 concessi nel 2024 è stato rilasciato a cittadini indiani. Nel frattempo, il Sensex, il maggior indice azionario del Paese, è positivo per il 5% da inizio anno, in calo del 3,3% negli ultimi 12 mesi, mentre le borse europee e Usa hanno corso in doppia cifra nei primi nove mesi del 2025.
L’economia indiana ha mostrato segnali di raffreddamento a settembre, dopo l’entrata in vigore dei dazi al 50% imposti dal presidente Trump. Il Pmi manifatturiero è sceso infatti a 58,5 punti dai 59,3 di agosto, mentre l’indice dei servizi è calato a 61,6 da 62,9. Ne è risultato un composito in discesa a 61,9 rispetto a 63,2 del mese precedente.
Il rallentamento potrebbe rappresentare un primo segnale di indebolimento della crescita nella terza economia asiatica, anche se il governo continua a prevedere un’espansione compresa tra il 6,3% e il 6,8% per l’anno in corso.
Ad agosto Trump ha raddoppiato i dazi sull’India al 50% — tra i più alti al mondo — penalizzando Nuova Delhi per le barriere commerciali e gli acquisti di petrolio russo. Per ridurre l’impatto, gli esportatori avevano anticipato le spedizioni verso gli Stati Uniti nei mesi precedenti.
Gli indici, basati su sondaggi preliminari, riflettono la fiducia delle imprese nell’economia e potrebbero essere rivisti con la pubblicazione dei dati finali il mese prossimo. Un valore sopra 50 indica espansione dell’attività economica, sotto quella soglia segnala contrazione. «Il dazio del 50% ha probabilmente portato a un incremento più contenuto dei nuovi ordini di esportazione tra agosto e settembre», osserva Pranjul Bhandari, capo economista per l’India di Hsbc.
Gli ordini interni, invece, sono cresciuti per il secondo mese consecutivo, grazie ai tagli alla tassa su beni e servizi (Gst) che hanno sostenuto il sentiment e compensato in parte l’impatto delle misure statunitensi. Il governo del premier Narendra Modi lavora intanto a misure per stimolare l’economia interna e attenuare gli effetti dei dazi. Tra queste, la riforma della complessa struttura della Gst con riduzioni fiscali sulla maggior parte dei beni di uso quotidiano, pensata per sostenere i consumi. In parallelo, sono in preparazione pacchetti di sostegno per gli esportatori colpiti dalle tariffe Usa. (riproduzione riservata)