In Sicilia, un rifugio ben Noto, dedicato allo slow tourism
Un tempo masseria del principe Nicolaci, oggi Il San Corrado di Noto è un resort dedicato al lusso discreto e al benessere
Ci sono storie d’amore che superano le distanze e hanno bisogno di tempo per sedimentare. Quella del resort Il San Corrado di Noto è una di quelle. L’imprenditore ligure Paolo Gionfriddo è stato sedotto dalla bellezza della valle siciliana e in questa che fu la masseria di campagna del principe Nicolaci ha costruito il suo tempio dedicato al lusso discreto, allo slow tourism e al benessere.

A pochi anni dalla sua apertura, Il San Corrado di Noto è una fucina sempre in trasformazione che, dal 2025, ospita cinque nuove camere, per un totale di 31, ricavate dalle dependance della struttura centrale, un’architettura del XVIII secolo preservata in alcune sue parti e rinnovata con un rispetto del genius loci nelle altre attraverso l’uso di materiali come la pietra di Noto e i marmi e i travertini lavorati dagli artigiani locali. Entro il 2026 è prevista l’inaugurazione di altre 10 suite.

Incastonato intorno a una campagna verdeggiante, il resort ha tra i suoi punti di forza le due piscine: la Green Pool, con marmo del Guatemala, e la One Hundred Blue, lunga 100 metri che ricorda quelle di epoca greca e romana un tempo usate dagli atleti.

Per gli amanti del fitness sono disponibili una palestra Technogym, lo yoga pavilion e un campo da tennis, oltre alla Spa. Nella bella stagione lo sbocco al mare è accessibile con un servizio di navetta gratuito che conduce al Beach Club privato.

In questa oasi di pace a poca distanza dalla capitale del Barocco, diventata meta elitaria per matrimoni mediatici e per le sfilate di moda, uno spazio speciale è stato dedicato all’offerta gastronomica. Il ristorante Principe di Belludia (sotto) e il più informale Casa Pasta, situato a bordo piscina, soddisfano le diverse esigenze di un turismo attento al territorio e alle materie prime d’eccellenza.

Per lo spazio di fine dining, il giovane chef Martin Lazarov trae ispirazione da questa terra mitologica e crea un menù capace di accogliere i contrasti, dando vita a un’armonia di sapori antichi riletti in chiave contemporanea. (Riproduzione riservata)
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