Desertificazione bancaria. È questo il termine corretto per descrivere l’inarrestabile fenomeno che priva sempre più italiani dell’accesso ai servizi essenziali del credito. Solo nello scorso anno, le banche italiane hanno chiuso 538 sportelli sul territorio, portando il numero complessivo a livello nazionale sotto quota 20 mila. Di conseguenza, è aumentato il numero di persone prive di accesso ai servizi bancari. Per la precisione si contano 4,7 milioni di italiani residenti in comuni privi di banche, con un incremento di 640 mila persone (+15,6%) rispetto all’anno precedente.
Il progressivo ridimensionamento della rete di sportelli bancari in Italia sta generando un secondo fenomeno. Si tratta l’aumento dei comuni totalmente privi di filiali che, nel 2024, è passato da 3.180 a 3.377, con un incremento di 197 unità (+6,2%). I numeri, frutto di un’elaborazione realizzata da Milano Finanza su dati Banca d’Italia-Istat, certificano come il disimpegno delle banche verso il territorio stia diventando un problema strutturale per intere comunità, con uno svuotamento che pesa lungo tutta la penisola.
Il primato per numero di abitanti senza sportelli bancari spetta alla Campania con quasi 800 mila cittadini che per accedere ai servizi essenziali del credito devono recarsi in un altro comune. Seguono Lombardia (744.975), Piemonte (636.068), Calabria (574.171) e Sicilia (376.255). Cinque regioni che da sole rappresentano il 71% della popolazione senza filiali in Italia.
Analizzando l’incremento percentuale della popolazione orfana di sportelli bancari di prossimità, emergono ulteriori aspetti critici: la Sicilia (+113.332 abitanti, +12%) si rivela la regione con l’incremento più alto in valore assoluto; Trentino-Alto Adige (+43,8%) e Toscana (+25%) registrano la maggiore crescita relativa, mentre il Veneto registra un aumento del 17,4%, con 55.682 persone in più senza banca nel proprio comune.
Più si va a fondo tra province e comuni, più il quadro diventa allarmante e le conseguenze si ampliano. Torino, pur essendo una città metropolitana, è la provincia con il numero più alto di cittadini che vivono in comuni senza banca, dimostrando che la linea della desertificazione si sta spostando sempre più a Nord. Tra fine dicembre 2023 e il 2024, in Lombardia hanno abbassato la saracinesca 114 sportelli bancari, portando il numero complessivo a 3.777. In Piemonte hanno chiuso 48 sportelli, in Veneto 60, in Toscana 45.
Anche il Mezzogiorno, in questo senso, ha pagato dazio. Quest’anno i 530 mila abitanti della Basilicata avranno a disposizione 161 sportelli bancari: a conti fatti, uno sportello ogni 3 mila persone. È Caserta, invece, a mostrare l’aumento più elevato in termini assoluti, con un incremento di 36.573 persone senza più filiali bancarie nelle vicinanze. A contendersi la maglia nera ci sono anche Mantova (+137,2%), Matera (+93,6%), Palermo (+75,3%) e Crotone (+73%).
La chiusura delle filiali bancarie, guidata dalla digitalizzazione e dalla razionalizzazione dei costi, si trasforma in un grande acceleratore dell’esclusione sociale, soprattutto per i più anziani. In molte zone, inoltre, la desertificazione bancaria si accompagna alla riduzione degli sportelli automatici: il che implica lunghe trasferte da affrontare per svolgere operazioni di credito di base.
Nello sfondo si inserisce la crescente attenzione degli istituti bancari alla redditività delle singole filiali che porta alla chiusura di quelle considerate meno profittevoli indipendentemente dal loro ruolo sociale per il territorio. Inevitabilmente l’assenza di una banca si ripercuote anche sul tessuto economico locale: piccole imprese e attività commerciali, che spesso dipendono dal rapporto diretto con gli istituti finanziari per operazioni di cassa, pagamenti e accesso al credito, si trovano in maggiore difficoltà.
La propensione agli investimenti, di conseguenza, ne risente e diminuisce. E si amplia il divario finanziario tra le diverse aree del Paese, con il Mezzogiorno che resta indietro. Basterebbe questo a evidenziare l’urgenza di misure concrete per garantire un accesso equo ai servizi finanziari ed evitare lo spopolamento dei piccoli centri. Ma c’è un secondo fenomeno che rischia di accentuare la desertificazione: il risiko bancario in corso. Se per ipotesi andassero in porto tutte e tre le operazioni in atto - Unicredit su Banco Bpm, Mps su Mediobanca, Bper su Popolare Sondrio - un’ulteriore concentrazione di sportelli sarebbe inevitabile. (riproduzione riservata)