In Italia 457 mila persone detengono circa la metà della ricchezza finanziaria del Paese. In altre parole, il 47% del patrimonio investibile (quindi azioni, bond, ma anche conti correnti e di deposito) è in mano allo 0,77% della popolazione. I dati emergono dall’annuale Global Wealth Report della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg), che mostrano come l’Italia, in totale, detenga l’11,4% della ricchezza finanziaria europea: 6.200 miliardi di dollari Usa, con un tasso di crescita annuo del 4,4% negli ultimi cinque anni.
Ma come è diviso precisamente il patrimonio dei super milionari tricolore? Quasi un quinto della ricchezza finanziaria totale, il 17% (dovrebbe diventare il 18% nel 2028) è in mano ai 2.300 ultra-high-net-worth-individuals: le persone che hanno un patrimonio investibile superiore ai 100 milioni di dollari. Circa 13.700 Paperoni fanno, invece, parte della categoria upper-high-net-worth: con un patrimonio compreso tra i 20 e i 100 milioni, detegnono il 9% della ricchezza totale.
E i normali risparmiatori? Il segmento mass market, composto da tutte quelle persone che possono investire meno di 250 mila dollari, è composto da 47,3 milioni di individui, che detengono il 41% della ricchezza. Ma attenzione: il divario tra ultra-ricchi e piccoli investitori dovrebbe accentuarsi nei prossimi anni. Si stima, infatti, che nel 2028 la ricchezza del segmento mass sarà pari al 38% del totale, a fronte di un incremento sia degli ultra-milionari (il già citato passaggio dal 17% al 18%) sia dei lower-high-net-worth: le persone con un patrimonio investibile tra 1 e 20 milioni, la cui quota di ricchezza investibile dovrebbe crescere dal 21% al 22% della torta complessiva.
Dal confronto tra Italia, Europa e resto del mondo emergono poi alcune riflessioni interessanti. Bcg ha calcolato, infatti, che l’Italia è, a valuta costante, il Paese con la quota di mercato più alta per quanto riguarda il segmento mass (41% contro 40% europeo e 30% mondiale), mentre si colloca a metà del guado alla voce dei Paperoni con oltre 100 milioni: 17% Italia, 20% Europa occidentale, 14% la quota globale. In generale, comunque, la ricchezza finanziaria sta crescendo in modo costante nel tempo: nel 2003 il totale per l’Italia ammontava a 3.700 miliardi, passati a 5.000 nel 2018, poi a 5.800 nel 2022 (con la pandemia da Covid-19 nel mezzo) e poi ai 6.200 attuali. Bcg stima che nel 2028 il patrimonio finanziario crescerà fino a 7.400 miliardi di dollari, con un tasso annuo del 3,8%. (riproduzione riservata)