Il Nord Europa fa un passo ulteriore verso il completamento dell'Unione Bancaria, anche se Italia e altri paesi del Sud del continente restano fuori dal progetto.
Nelle prossime settimane entrerà nel vivo la European Payments Initiative (Epi), il progetto nato su impulso della Commissione Ue e della Bce con l'obiettivo di creare un sistema dei pagamenti unificato in Europa, in grado di superare anche la dipendenza dalle società americane del settore. In pista ci sono sedici importanti banche e provider tra cui Bnp Paribas, Deutsche Bank, l’italiana Nexi e la francese Worldline.
L’iniziativa, chiamata Wero, consiste nel lancio di una piattaforma che consentirà per esempio a un cliente tedesco di pagare immediatamente un conto in Francia utilizzando il proprio conto bancario anziché i circuiti Visa e Mastercard. I due colossi Usa «sono molto grandi e hanno nelle loro mani un grande potere di controllo del mercato», ha spiegato Martina Weimert, amministratore delegato di Epi. L'idea è insomma quella di creare una alternativa alle soluzioni internazionali per offrire ai giocatori e ai consumatori europei una scelta europea.
Wero, sottolinea Bloomberg, ha comunque ancora molta strada da fare prima di confrontarsi con Visa e Mastercard, che insieme elaborano migliaia di miliardi di dollari a livello globale ogni anno, o persino con la nuova generazione di società di pagamento digitale che competono ferocemente per i consumatori che trasferiscono denaro. Weimert ha ammesso che «sarebbe molto presuntuoso» definire l'azienda una sfidante. «Siamo una specie di startup», ha affermato la manager. In aggiunta, come detto, Epi è ancora bloccata da divisioni nazionali tra le banche europee.
Sono diverse comunque le direttrici che la Bce sta seguendo per consolidare il sistema dei pagamenti. Un obiettivo strategico dell’Eurosistema è quello di affrontare la limitata diffusione tra le banche dei pagamenti istantanei dopo il lancio del Sepa Instant Credit Transfer (SCT Inst). Inoltre l’Eurosistema ha incluso tra le priorità la resilienza dei pagamenti retail «alla luce degli sviluppi geopolitici» come la guerra in Ucraina. (riproduzione riservata)