Il Ftse Mib chiude la seduta segnando -0,12% e archivia gli scambi a 25.959 punti. Le trimestrali Usa, con i conti di Jp Morgan e BlackRock oltre le attese, non spingono Wall Street che prosegue contrastata: -0,42% il Dow Jones e -0,11% l'S&P, mentre il Nasdaq sale dello 0,43%.
A pesare sui listini statunitensi il dato sull'inflazione che nel Paese è cresciuta dello 0,4% a livello mensile e del 5,4% su base annuale a settembre (il consenso la vedeva a +0,3% sul mese). L'indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, è salito dello 0,2% a livello congiunturale ed è aumentato del 4% in termini tendenziali. I prezzi dell'energia, sempre a settembre, sono saliti dell'1,3%, mentre quelli dei generali alimentari sono aumentati dello 0,9%.
L'indice dei prezzi al consumo Usa "indica un aumento dei rischi di inflazione. Mentre i prezzi delle auto a noleggio e dei biglietti aerei sono diminuiti, la forte accelerazione degli affitti è più importante per le prospettive di inflazione di medio termine", avverte Christoph Balz, economista senior di Commerzbank.
Instabili i prezzi del petrolio che, dopo aver virato al ribasso, si stabilizzano di nuovo verso gli 80 dollari il Wti e a 83 dollari il Brent. L'Opec ha tagliato le stime per la domanda 2021 di 160 mila barili al giorno, a 5,8 milioni di barili, e ha lasciato invariate quelle per il 2022 (4,2 milioni). In netto rialzo invece l'oro (+1,98%) toccando quasi la soglia dei 1.800 dollari l'oncia a 1.798 dollari.
Si indebolisce il dollaro: il cross euro/dollaro guadagna lo 0,39% a quota 1,15. Sul mercato obbligazionario, infine, il rendimento del Btp decenalle è in calo allo 0,899% mentre lo spread Btp/Bund si attesta a 103 punti base. (riproduzione riservata)