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In difesa con la Mela
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In difesa con la Mela

Milano Finanza - Numero 168 pag. 7 del 27/08/2022

Big tech/2 Grazie a bilanci solidi e remunerazione degli azionisti elevata il titolo Apple può proteggere il portafoglio in fasi di ribasso dei mercati Ma non è impermeabile ai rischi Fed e recessione. Parla Debach (eToro)

La vecchia storia di una mela al giorno che toglie il medico di torno potrebbe essere trasformata in una regola della finanza, anche nei portafogli d'investimento. Investire nel titolo Apple è in realtà estremamente semplice: basta comprare un Etf che replichi l'indice S&P 500, solo per fare un esempio, per leggere il nome della società di Cupertino sempre e comunque in prima posizione. La sua natura di titolo a maggiore capitalizzazione al mondo fa della Mela che fu di Steve Jobs un titolo molto in voga anche tra i piccoli trader, costantemente nelle prime cinque posizioni tra le società più detenute nei portafogli retail, come mostrano le statistiche di eToro relative al primo semestre del 2022.

La domanda da porsi non è tanto se investire o no in Apple, ma come farlo. In altre parole, cercare di identificare la natura del titolo e il suo ruolo in un portafoglio. Ebbene, secondo molti analisti e gestori il colosso della telefonia mobile e dei computer, che si sta espandendo sempre più in altri settori e servizi, ha assunto ormai una natura particolare: è un titolo che, pur cavalcando i megatrend della tecnologia e dell'innovazione, ha ormai assunto una connotazione difensiva.

L'andamento del mercato parla da sé (si veda l'articolo qui a fianco), ma ci sono altri fattori, dalla liquidità al flusso di cassa, dal bilancio alla remunerazione agli azionisti, che fanno della Mela un porto sicuro in fasi complesse di mercato come quella attuale. Anche in confronto agli altri giganti della tecnologia. MF-Milano Finanza ne ha parlato cone Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Domanda. Che funzione ha Apple all'interno di un portafoglio d'investimento?

Risposta. Semplice: Apple è un must, a prescindere dal ciclo economico. Non è solo un titolo tecnologico, ma spazia in vari settori, per esempio i servizi finanziari con il lancio di Apple Pay. Il suo biglietto da visita sono i numeri: è la società che capitalizza di più al mondo, più del pil italiano. Potremmo dire che Apple è una nazione seduta su una montagna di contanti: ha circa 27 miliardi di liquidità, e il suo flusso di cassa libero è enorme.

D. Che cosa dobbiamo aspettarci d'ora in avanti?

R. Apple è sempre stata una società innovativa, che ha anticipato i trend dei mercati. Ora la vera sfida sarà spostarsi nel settore dei servizi, dove ci sono possibilità di guadagni molto importanti. Per adesso il 7 settembre è la data chiave, perché ci permetterà di capire quale sarà la risposta al nuovo iPhone.

D. Quindi, come investire?

R. Per Apple non vale tanto la regola inserire-non inserire nel portafoglio, ma il peso che si attribuisce all'azione. La sua correlazione col Nasdaq è quasi sulla parità, più o meno 0,90. Non dimentichiamo che è un titolo che offre un'esposizione elevata al megatrend dell'innovazione, ma ha caratteristiche difensive.

D. Potrebbe sembrare un paradosso. Hi-tech difensivo?

R. Lo abbiamo visto nelle ultime correzioni di mercato. In un anno di forti ribassi le cadute di Apple sono state ben minori di altri settori, per esempio quello dei semiconduttori. In questo momento c'è un forte ritorno ai fondamentali e Apple li ha tutti in ordine. Inoltre viaggia su un rapporto prezzo-utili di 27, non troppo alto, e gode di bilanci solidi e cassa elevata. Non dimentichiamo infine la remunerazione degli azionisti: nel suo ultimo report ha comunicato di aver restituito loro circa 28 miliardi, pur continuando a investire nella crescita di lungo periodo.

D. Più forte anche della Fed?

R. Forse non arriva a tanto. Il titolo ha un'alta correlazione col Nasdaq, che a sua volta ha un'alta correlazione col rendimento del Treasury decennale. Pertanto non è immune dalle comunicazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell.

D. Guardando agli altri quattro colossi di Wall Street (Alphabet-Google, Amazon, Meta-Facebook, Microsoft) cosa deve scegliere un investitore?

R. Sono tutti titoli da tenere in portafoglio, anche in sostituzione del Nasdaq stesso. Ognuno ha la sua peculiarità: Amazon e Microsoft sono legati al mondo del cloud, Alphabet-Google alla pubblicità. Non ha senso escluderne uno per metterne un altro.

D. E in contesti di mercato incerti come quello attuale?

R. Apple è forse il titolo più difensivo, visti i flussi di cassa e il bilancio solido.

D. Ci sono anche rischi associati alla performance della società in borsa?

R. Il rischio principale è macroeconomico. Apple vende beni di consumo non di prima necessità, quindi un'eventuale recessione potrebbe impattare sui ricavi, anche se il livello di fidelizzazione è estremamente elevato. Chi ha un iPhone difficilmente cambia per passare a qualcos'altro.

D. Altri pericoli?

R. Ci sono i venti contrari legati al cambio: il superdollaro può incidere, e non poco. Il prezzo dell'iPhone non cambia, ma l'euro è più debole, e l'effetto sui modelli venduti nel Vecchio continente è negativo all'interno del bilancio. Comunque, il 45% del fatturato proviene sempre dall'America. (riproduzione riservata)



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