skin track
Luigi Maruotti, presidente del consiglio di Stato
Luigi Maruotti, presidente del consiglio di Stato
Politica Leggi dopo

In Consiglio di Stato è bagarre per il presidente

di Sergio Rizzo
25 aprile 2026, 03:30

La nomina del presidente "aggiunto" scatena polemiche tra magistrati e governo. La scelta tra Carbone e Barra Caracciolo diventa un caso politico di ingerenza e autonomia

Al Consiglio di Stato i tamburi rullano da giorni: annunciano che la categoria intera dei magistrati più potenti del paese è pronta a scendere sul sentiero di guerra. La guerra è contro il governo di Giorgia Meloni, e lo scontro si prefigura violentissimo. La relativa dichiarazione è attesa per lunedì, quando i magistrati si riuniranno per un’assemblea infuocata convocata dalle loro due associazioni, l’Amcds e il Conma.

Per una vicenda, assicurano i diretti interessati, senza precedenti (per quanto in realtà, come vedremo, di precedenti ce ne sono eccome). In ballo c’è la nomina del presidente «aggiunto» del Consiglio di Stato. Un incarico formale, ma solo in apparenza perché la regola non scritta dice che il presidente «aggiunto» è in pectore il futuro vero presidente. L’attuale presidente Luigi Maruotti, subentrato poco più di tre anni fa al suo predecessore Franco Frattini prematuramente scomparso alla fine del 2022, maturerà esattamente fra un anno l’età della pensione; quindi la nomina oggi di un «aggiunto» equivale a designare il suo successore. E qui è partita la bagarre, con un esito incerto. Anche perché la presidenza del Consiglio di Stato, oltre a garantire un indiscusso privilegio e un effettivo potere sul sistema (presiede di diritto il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa), da qualche tempo spiana anche la strada verso altri lidi professionali. Come la Corte costituzionale.

Secondo un’altra regola non scritta, ma considerata riferimento irrinunciabile per la nomina, l’incarico tocca al consigliere più anziano di ruolo. Il suo nome è Luigi Carbone. Napoletano, ritenuto da sempre l’enfant prodige della magistratura amministrativa, vanta un curriculum lungo come una quaresima. La sua carriera è impreziosita dal talento di pianista, arrangiatore e compositore che l’ha portato a fondare il gruppo musicale dei NeaCò. La sua nomina doveva andare liscia coma l’olio, invece si è intoppata a causa di un evento imprevisto. La commissione che doveva formalmente proporre il nome al plenum del Consiglio di Stato che avrebbe poi ratificato la designazione l’ha bocciato dopo che il presidente Maruotti era stato convocato a palazzo Chigi. Per un colloquio, sostiene chi conosce bene la vicenda, con il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, magistrato e braccio destro della premier Giorgia Meloni. Titolare, in tutta evidenza, del dossier. La ragione? La voce, ma è ben più di una semplice voce, è che per occupare la casella di futuro numero uno della magistratura amministrativa il governo punta su Luciano Barra Caracciolo: magistrato che non ha mai nascosto le proprie convinzioni di destra ed euroscettiche, tanto da essere nominato sottosegretario del leghista Lorenzo Fontana al ministero degli Affari europei nel primo governo gialloverde di Giuseppe Conte.

Lo scontro tra politica e autonomia della magistratura

Apriti cielo. L’iniziativa del governo, culminata nella irrituale visita di Maruotti a palazzo Chigi, è stata interpretata per quello che in effetti non nasconde di essere: una chiara ingerenza della politica e dell’esecutivo in un procedimento che riguarda l’autonomia della magistratura. Che per di più arriva poche settimane dopo che il governo è stato sonoramente battuto al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

Raccontando questa storia, tuttavia, non si possono omettere un paio di dettagli. Se quella di Barra Caracciolo può essere a pieno titolo considerata una figura in sintonia con una parte importante dell’attuale maggioranza, anche Carbone in un certo periodo lo è stato. Basta ricordare il suo intervento nel 2017 a un convegno preelettorale leghista sulla burocrazia dove presentò alcune proposte poi recepite nel programma salviniano. Carbone è stato in seguito capo di gabinetto del ministro dell’Economia gialloverde, Giovanni Tria, nello stesso governo in cui Barra Caracciolo era sottosegretario. Anni prima, Carbone era invece capo del dipartimento della Semplificazione (quarto governo di Silvio Berlusconi) con il leghista Roberto Calderoli ministro che appiccò il fuoco con un lanciafiamme alla catasta di leggi inutili in una caserma dei pompieri. C’è però da dire che le cose, nella politica italiana, spesso cambiano rapidamente e imprevedibilmente.

Il secondo dettaglio è quello dell’ingerenza dei vari governi. Che non sono mai soltanto semplici notai. La nomina del presidente «aggiunto», formalmente spetta al presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei ministri che dovrebbe recepire il parere dell’organo di autogoverno della magistratura amministrativa. Ma si rammentano casi in cui il governo non è stato certo a guardare, arrivando perfino a sabotare la decisione dei magistrati. Accadde nel 2010, quando Giovanni Ruoppolo fu designato presidente «aggiunto» dal Consiglio di giustizia amministrativa. Il governo di Silvio Berlusconi tergiversò e non ratificò la nomina fino a quando Ruoppolo non andò in pensione. E poi il medesimo governo nominò presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise anziché il più anziano Raffaele Iannotta. Più recentemente il presidente del Consiglio Matteo Renzi non si accontentò della designazione del plenum dei magistrati amministrativi, ma per scegliere il presidente del Consiglio di stato chiese all’organo di autogoverno una cinquina. Dalla quale uscì Alessandro Pajno, terzo in lista. E ancora successivamente, se il criterio dell’anzianità di ruolo fosse stato rigorosamente applicato, Filippo Patroni Griffi non sarebbe diventato presidente del Consiglio di Stato perché la carica spettava a Sergio Santoro.

L’età gioca a sfavore di Carbone

Ma tant’è. Quanto a Carbone, c’è anche un altro elemento che gli rema contro. Pur essendo il più anziano nel ruolo, è anche il più giovane anagraficamente. Diventerebbe presidente del Consiglio di Stato alla tenera (si fa per dire) età di 62 anni. Il che significa che potrebbe restare su quella poltrona per quasi otto anni. Un tappo micidiale. Mentre invece Barra Caracciolo, che il prossimo anno compirebbe 68 anni la occuperebbe per poco più di un biennio. Altra storia, ovviamente. E anche questo finisce per avere inevitabilmente il proprio peso nelle dinamiche interne.

A proposito di anzianità dei consiglieri di Stato, per una curiosa regola che riguarda solo i magistrati arrivati in Consiglio in seguito a un concorso, si calcola a partire dal 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui è stato pubblicato il bando. Quando il futuro consigliere non soltanto non aveva vinto il concorso, ma forse nemmeno pensava di parteciparvi. Un bel regalo di tre anni, nella migliore delle ipotesi. Misteriosi privilegi della burocrazia…(riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza