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Immobiliare, perché Milano ha vinto la sfida degli investimenti contro Roma
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Immobiliare, perché Milano ha vinto la sfida degli investimenti contro Roma

21 febbraio 2022, 15:00

Uno studio di Century 21 rivela che la ragione principale va ricercata nell'attrattività per il mondo dell'industria e della finanza, che in tempo di pandemia ha surclassato il tradizionale turismo. La Capitale ha un'occasione di riscatto? Sì: il Giubileo del 2025

Nell'eterna sfida economica che da sempre c'è tra Roma e Milano, i professionisti del real estate hanno scelto il loro campione. Allo stato attuale, spiega un'analisi del network di agenti immobiliari globale Century 21, a trionfare è stato senza dubbio il capoluogo lombardo. Questo perché, evidenzia il rapporto, "la misura dell’importanza di una città sul mercato mondiale, oggi, è data più dal numero delle multinazionali presenti che dal flusso turistico".

La capitale economico-finanziaria del Paese, in questo senso, è riuscita ad anticipare i trend del mercato immobiliare nazionale, assumendo una postura molto più simile a quella delle principali metropoli europee. La conseguenza di tutto ciò? "Negli ultimi anni", sottolinea il rapporto, "la Città Eterna ha assistito alla chiusura di molte sedi aziendali, spesso proprio a vantaggio di Milano".

Century 21 basa le sue evidenze su un rapporto di PwC, l'Emerging Trends in Real Estate Europe 2022, secondo il quale gli investitori sono sempre più attenti a variabili come la forza lavoro, l'accessibilità e la mobilità delle città. Marco Tilesi, co-fondatore e ceo della branch italiana del colosso americano del real estate, aggiunge a queste variabili un altro elemento: i vaccini. L'uscita dalla pandemia grazie alle immunizzazioni diffuse in tutta Europa offre "prospettive per il settore immobiliare davvero promettenti, anche se nei mercati dipendenti dal turismo la ripresa sarà più lenta rispetto al trend generale". 

Milano, in questo contesto, occupa l'undicesima posizione nella classifica delle città più interessanti per gli investimenti internazionali. Roma è, invece, molto più indietro: ventunesima posizione, vista la sua elevata dipendenza dal settore turistico. Questo clima generale si traduce in alcune dinamiche di mercato: il capoluogo lombardo, argomenta l'analisi, sta vivendo una situazione di eccesso di domanda, il che si traduce in compravendite molto veloci quando gli immobili arrivano sul mercato. 

E questo anche con prezzi tutt'altro che bassi: a Milano il prezzo a metro quadro si aggira intorno ai 2.870 euro, mentre a Roma è intorno ai 2.806. "Negli ultimi tre mesi", aggiunge Tilesi, "i prezzi a Milano sono in leggero aumento, con un +1,05%, fatto salvo per i locali commerciali che sono aumentati di circa il 9%". Tra le zone più richieste rientrano quelle con le quotazioni più alte: Duomo, San Babila, Montenapoleone, Missori, Cairoli sono intorno ai 10.250 euro al metro quadro, mentre è la zona di Missaglia e Gratosoglio ad aggiudicarsi il record dei valori più bassi: a partire da 1.500 euro.

A Roma la situazione è ben differente. La domanda è ancora più bassa rispetto a Milano, e solo in alcune zone della città come Trastevere, l'Aventino e i Parioli (5.000-6.500 euro al metro quadro) la richiesta supera l'offerta. Dall'altro lato dello spettro ci sono Torre Angela, Borghesiana e Castelverde, con prezzi notevolmente inferiori, tra i 1.600 e i 1.800 euro.

Roma è destinata a perdere la partita a prescindere? Non è detto. "In generale", conclude Tilesi, "la Capitale ha un forte potenziale inespresso dato dalla densità abitativa nettamente più bassa rispetto a quella di Milano e il verde pubblico molto esteso: opportunità ancora poco sfruttate nella visione di sviluppo della metropoli". A questo si deve aggiungere che Roma non ha avuto ancora un grande evento come Expo 2015, che ha permesso alla città lombarda di "rifarsi il trucco ed essere notata dagli investitori". Il Giubileo 2025 potrebbe essere la grande occasione di riscatto della Città Eterna. (riproduzione riservata)



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