Il mercato immobiliare nel 2023 si è ridimensionato, ma i dati, spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «bisogna leggerli, perché sono in confronto con due anni, il 2022 e il 2021, da record». Se paragoniamo i numeri del 2023 a quelli della media dal 2000 ad oggi, «siamo ancora sopra la media».
Breglia è intervenuto in occasione della prima giornata di MF Real Estate Week, il progetto di Class Editori dedicato al settore immobiliare italiano, giunto alla seconda edizione, in programma da martedì 14 a giovedì 16 novembre. Gli incontri possono essere seguiti in diretta su Class Cnbc (Sky 507), in streaming su milanofinanza.it e su tutti i canali multimediali del gruppo. (qui l’intero programma degli eventi)
Per Breglia c’è un problema di costruzioni nuove, troppo basse rispetto alla domanda. «In Francia si costruiscono 200 mila appartamenti l’anno, qui 50 mila e solo 5 mila nelle grandi città. Per questo i prezzi resistono e soprattutto non si riesce a rispondere in modo adeguato alla domanda con sempre più persone che si muovono verso le città», sottolinea Breglia.
Le prospettive per il 2024 sono di «replicare il 2023», con segnali positivi che stanno arrivando al mercato «grazie al calo dell’inflazione e la prospettiva di un primo taglio dei tassi d’interesse». A incidere sulle compravendite «peseranno anche la stabilizzazione dei prezzi dei materiali di costruzione e una riduzione dei costi di gestione».
In apertura dei lavori è intervenuto anche il sindaco di Milano, Beppe Sala. «Il 2023 è il primo anno che mostra segni di difficoltà dopo dieci anni di crescita, problemi generati dalle complicanze che conosciamo: tassi d’interesse e inflazione. Va ricordato che nel 2022 metà degli investimenti immobiliari in Italia sono stati a Milano: da una parte ci inorgoglisce e dall’altra dimostra che il Paese non è attrattivo per gli investimenti stranieri». Il sindaco si è concentrato anche sui prezzi di Milano in continua ascesa: «È il lato oscuro del successo della città, che ha portato tanto interesse e di conseguenza ha fatto salire i prezzi».
Un problema su cui incidono anche, spiega Sala, elementi come l’apertura di nuove tratte della metropolitana e gli affitti brevi. Le soluzioni possono essere diverse. In primis «concentrarsi sull’housing sociale, inserendolo come condizione nei grandi progetti d’investimento in città come abbiamo iniziato a fare». E poi «facendo di più» per limitare l’abuso degli affitti brevi. «In città ci sono circa 100 mila appartamenti, di cui 23 mila sono dedicati alle locazioni brevi. Si tratta di un doppio danno per la città, perché limita le case a disposizione e porta a un altro innalzamento dei prezzi. Dobbiamo fare di più». Infine «dobbiamo promuovere gli studentati perché abbiamo 220 mila studenti universitari che hanno il diritto e il bisogno di avere un alloggio». (riproduzione riservata)