Si respira un’aria futuristica aggirandosi tra i cantieri, numerosissimi, avviati a Dubai. Monolocali, bilocali o trilocali si inseriscono in grattacieli alti centinaia di metri che, eleganti, specchiati e circondati di verde, si ergono in ogni angolo della città. La spiegazione a questa sensazione la si trova se si guardano i dati del mercato immobiliare della città.
L’ultimo anno in particolare rappresenta un record storico per Dubai con quasi 120 mila transazioni in soli 12 mesi nel comparto residenziale. A fotografare il cambiamento storico che sta vivendo la città emiratina da uno di questi stessi palazzi della città è Gabetti Real Estate Middle Est, nel corso dell’evento tenutosi ieri dedicato agli agenti e investitori immobiliari interessati ad indagare le potenziale di questo mercato.
Entrando più nel dettaglio, nell’ultimo anno, anche grazie al costante incremento degli expat che si trasferiscono per motivi lavorativi, da medici qualificati a manager e ingegneri, si è registrata una crescita nelle transazioni del 29% rispetto all’anno precedente e del 69% rispetto al 2021, raggiungendo il massimo storico di 118.200 operazioni di vendita.
Stando ai dati, il 55% delle vendite ha riguardato unità immobiliari ancora in costruzione, specialmente nelle aree di Jumeirah Village Circle, Dubai Sports City, Arabian Ranches, Dubai Hills Estate, Business Bay, Downtown Dubai, Palm Jumeirah e Dubai Marina. Il 78% delle transazioni complessive riguarda unità relative ad appartamenti e a mostrarsi particolarmente interessati a questo tipo di investimento sono anche gli italiani: dopo cinesi, indiani, tedeschi e inglesi, gli italiani sono infatti oggi nella top five di chi investe maggiormente a Dubai nella compravendita.
Contrariamente a quanto si possa pensare, all’aumento dell’offerta non corrisponde una contrazione del prezzo del mattone in città: i dati mostrano un aumento del 15% negli ultimi due anni dei prezzi degli immobili in città. La tendenza si potrebbe spiegare forse guardando i rendimenti. Secondo le stime di Gabetti Middle Est (che insieme a Gabetti Property Solution e le agenzie italiane gestisce le compravendite di appartamenti di fascia media nella città) il 40% degli appartamenti venduti viene rimesso sul mercato entro due anni, ottenendo plusvalenze fino al 30%, mentre il 60% viene invece dato in affitto con modalità di short o long term (con una predilezione per quest’ultima).
Nel caso di un affitto breve su un monolocale in costruzione di circa 43 mq, comprato oggi a circa 150 mila euro, ad esempio, il ricavato sull’investimento potrebbe aggirarsi intorno al 15% o 18%, mentre nel caso di un long term l’appartamento potrebbe essere locato con contratto annuale al 10%, cioè a 15 mila euro. Dal conto di garanzia al cambio fisso tra il dollaro e la valuta locale di cui ci si può avvalere, a incentivare sono anche le garanzie del governo emiratino anche se bisogna sottolineare che tutti gli investimenti italiani restano comunque tassati in base alle normative dell’Italia.
Ross Bellantoni, General Manager di Gabetti Middle Est identifica la loro clientela tipo prevalentemente con italiani di classe media che scelgono di acquistare appartamenti di livello medio non lusso sulla carta, sapendo di poter contare su un investimento solido anche appunto grazie alle garanzie.
«Il mercato è in espansione. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un incremento del 90% di nuovi progetti immobiliari», spiega Bellantoni, «sempre più spesso apriamo la vendita di blocchi di appartamenti all’interno di progetti urbanistici che nel giro di poco tempo vengono acquistati. È una tendenza che pensiamo continuerà a crescere nei prossimi anni». (riproduzione riservata)