La cartolarizzazione di un credito comprato negli anni scorsi ma svalutato per un problema sul fronte legale. È l’operazione che ha costretto Illimity a rimettere mano ai preliminari di bilancio 2024, prevedendo una nuova rettifica da 53,5 milioni che ieri ha fatto cadere il titolo in Piazza Affari. Le azioni dell’istituto fondato da Corrado Passera sono scese del 4% (con volumi maggiorni della media) in una seduta positiva per le banche italiane.
La vicenda è iniziata lo scorso anno, quando nell’ambito di un cambio di rotta strategico Illimity ha deciso di uscire dal business dei crediti deteriorati. L’esposizione verso il settore è quindi scesa grazie a un’intensa attività di de-risking, passata anche attraverso cartolarizzazioni.
In sostanza, la banca ha trasferito a veicoli finanziari (denominati special purpose vehicle) pacchetti di crediti precedentemente comprati sul mercato, facendoli uscire dal bilancio ma mantenendo parte del rischio come compratrice di note. Questi titoli danno diritto a ricevere i flussi di cassa generati dal portafoglio e sono spesso suddivisi in diverse classi o tranche, che riflettono livelli di rischio e rendimento differenti.
Un grosso credito cartolarizzato è finito al centro di un contenzioso civile. Dopo un giudizio di primo grado favorevole per la banca, la fase di appello sta prendendo una piega problematica anche se la sentenza non è ancora arrivata. Questa evoluzione potrebbe pesare sulle prospettive di recupero del credito e così ridurre i flussi di cassa e dunque il valore implicito delle note.
Ecco perché, come previsto dal principio contabile Ias 10 sui fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio, Illimity ha deciso di correggere i dati preliminari in vista dell’approvazione definitiva del bilancio prevista per il prossimo 12 marzo. Nel dettaglio, la banca ha stabilito il passaggio dell’intera nota senior da stage 1 a stage 2 con un impatto sulla complessiva cartolarizzazione in termini di expected credit loss.
Sulla base di questo aggiornamento, al 31 dicembre 2024 si registrava un risultato consolidato di 316 mila euro (al lordo degli impairment degli avviamenti già comunicati) e un risultato netto consolidato negativo per 38,4 milioni, con Cet1 del 13,9% e un total capital ratio al 17,8%.
Occorre peraltro ricordare che i conti 2024 di Illimity contenevano già alcune sostanziali azioni di pulizia: svalutazioni di avviamenti per 39 milioni di euro, accantonamenti per rischi e oneri da 20 milioni e rettifiche su note di cartolarizzazione e quote di fondi per 59 milioni. Nel corso dello scorso anno poi gli ispettori della Vigilanza avevano chiesto alla società di sterilizzare gli effetti sui componenti patrimoniali di un’altra cartolarizzazione, contabilizzando l'incasso di vendita solo man mano che i crediti sottostanti sarebbero stati effettivamente recuperati.
La partita è seguita con grande attenzione dal vertice di Banca Ifis. L’istituto veneziano all’inizio di gennaio ha lanciato un’opas da quasi 300 milioni sul competitor, offrendo 0,10 azioni Banca Ifis di nuova emissione e 1,414 euro in contanti e punta a raggiungere sinergie per 75 miliom (50 milioni da costi e 25 milioni da ricavi) a fronte di oneri di integrazione per 110 milioni.
Ieri intanto l'istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg attraverso la holding La Scogliera ha approvato il bilancio 2024 e ha proposto la distribuzione di un dividendo totale di 111,5 milioni, pari a 2,12 euro per azione. (riproduzione riservata)